Vicenza Rover si presenta «Modello Candreva per vincere ancora»Vicenza | Vicenza

Rover si presenta «Modello Candreva per vincere ancora»

Matteo Rover è cresciuto a Salgareda, nel Trevigiano. STELLA-CISCATO
Matteo Rover è cresciuto a Salgareda, nel Trevigiano. STELLA-CISCATO
Francesco Guiotto 24.08.2018

Il Vicenza nel destino, a voler guardare le coincidenze. È cresciuto a Salgareda, paese in provincia di Treviso, tirando i primi calci nella squadra locale dai colori biancorossi. In più c’è quel cognome, Rover, che fa buona coppia con lo sponsor Diesel… Chissà allora che la prima esperienza da professionista del diciannovenne Matteo, giunto in prestito dall’Inter, possa essere fortunata. Lui ha le idee molto chiare: «Sono qui per vincere – dichiara con l’entusiasmo e quel pizzico di sfrontatezza che non possono mancare alla sua età -. Del resto negli ultimi due anni con l’Inter ho vinto il campionato, sarebbe bellissimo replicare il successo. E poi ho il numero 18, lo stesso che indossavo nell’anno del primo scudetto Primavera…». SALTO TOSTO. Rover, però, è consapevole che non sarà una passeggiata. «Il salto dalle giovanili al calcio dei “grandi” si fa sentire, soprattutto a livello fisico, me ne sono subito reso conto – riconosce -. Ha ragione il tecnico Colella quando dice che dovrò lavorare sodo in questi primi giorni per recuperare il gap con i miei compagni. All’Inter tra l’altro avevamo lavorato poco sulla parte atletica, mentre qui si è fatto un gran lavoro e devo rimettermi in pari, ma la voglia non mi manca di certo». MODELLO CANDREVA. Il neobiancorosso, cresciuto calcisticamente tra Salgareda e Liventina, tre anni fa ha fatto il “grande salto” all’Inter. Allenandosi assieme alla prima squadra nerazzurra ha stretto un buon rapporto in particolare con Candreva: «Lo considero un po’ il mio modello, mi piacerebbe riuscire ad attaccare la fascia come fa lui - racconta -. Ho anche una buona confidenza con il gol e mi è capitato di giocare un po’ in tutti i ruoli dell’attacco, ma il ruolo preferito è quello di esterno destro». RITORNO A CASA. Dopo tre stagioni a Milano Rover torna in Veneto: «Sapere che i miei genitori verranno spesso a vedermi e potere tornare a casa con regolarità è una cosa molto bella, uno stimolo in più – dice -. Peraltro in squadra ci sono tanti ragazzi cresciuti qui vicino, l’ambientamento è stato molto semplice: ho avuto subito l’impressione di inserirmi in un gruppo positivo e molto forte, mi auguro che il campo confermi questa sensazione. La concorrenza interna? Ce l’ho sempre avuta, non è una novità. Qui dovrò competere con giocatori più esperti di me, ma credo che come sempre ognuno darà il massimo e poi il tecnico farà le sue scelte». Positivo anche il primo impatto con Colella: «Si vede che gli piace molto insegnare calcio, ci stimola continuamente a migliorare». SOTTO LA CURVA. Un’altra grande differenza rispetto al campionato Primavera la farà il tifo. «Questa è una piazza straordinaria, so già che c’è il record di abbonamenti del campionato di C: per me avere così tanti tifosi sarà un’esperienza nuova e stupenda. Adesso il mio sogno è quello di debuttare al Menti e poi di segnare il mio primo gol per esultare sotto la curva: sarà fantastico». •