«Questo è il luogo ideale dove giocare»

Marta Benedetti 17.01.2019

L'idolo indiscusso è Francesco Totti, ma ce n'è un altro, Roberto Baggio, che le fa battere il cuore. Da Notte prima degli esami all'esame di Lega, per la trentottenne attrice romana Cristiana Capotondi, che nel 2006 esplodeva sul set del film diretto da Fausto Brizzi, il tempo sembra essersi fermato. Al Menti, ultima tappa di un'intensa giornata tutta vicentina, nel primo pomeriggio di ieri la Capotondi si è presentata in tutta la sua genuinità. Semplice ma disinvolta tanto nel vestire quanto nell'esprimersi; autorevole grazie al ruolo assunto all'interno della Lega Pro come vicepresidente al fianco del numero uno Francesco Ghirelli. È in questa veste che la Capotondi, calciatrice nel tempo libero («Mi piace molto, mi impegno e concentro – abbozza un sorriso -, mi sento un po' come Gattuso»), da anni legata sentimentalmente al conduttore televisivo Andrea Pezzi, estimatrice del territorio vicentino e in particolare di Bassano dove nel 2015 si è fermata per quattro mesi per girare la fiction Di padre in figlia («Qua c'avete tante cose buone da mangiare e le ho apprezzate tanto, purtroppo però sono astemia e so che non è il posto giusto per dirlo...»), ha visitato la città, incontrando il direttore generale del Vicenza Paolo Bedin e, per un breve saluto, Michele Serena e la squadra al campo di allenamento di Capovilla. Ma nel «tour de force» - come l'ha definito Bedin – c'è stato anche lo spazio per una visita culturale al teatro Olimpico. L'attrice è rimasta entusiasta. «L'Olimpico mi ha impressionata – ha dichiarato - ai giocatori del Vicenza ho detto di ritenersi fortunati a lavorare in un contesto con elementi di cultura di simile grandezza. E inoltre possono contare su una proprietà seria che crede in loro. Ho visto un gruppo molto sereno». Il viaggio a Vicenza non nasce dal nulla. «Sono molto amica di Renzo Rosso, che mi spiace non aver incontrato; ma siamo sempre in contatto. Sarei dovuta venire a Vicenza già in occasione dell'inaugurazione dell'area ospitalità, ma avevo un impegno di Lega. Tornerò per una partita, per poter toccare con mano il calore del Menti e del pubblico vicentino. Mi dicono che la Lega Pro perde continuamente tifosi, ma a Vicenza mi pare che gli 8mila abbonati parlino da soli». La vicepresidente, da sempre appassionata di calcio, nipote di un ex dirigente della Roma e pertanto tifosissima dei giallorossi, ha spiegato gli obiettivi del suo nuovo ruolo. «Mi occupo soprattutto dei rapporti con le scuole perché i giocatori possano dedicarsi all’attività sportiva professionale senza lacune formative; la volontà è di risolvere soprattutto il problema della dispersione scolastica e offrire agli ex giocatori gli strumenti per affrontare il mondo del lavoro, non vogliamo restituire dei disadattati alla società». Altra tematica cara alla Capotondi e alla Lega Pro è la famiglia. «Vogliamo che allo stadio tornino i genitori e i loro figli e per questo terremo conto, per i calendari della prossima stagione, di tutta una serie di cose. Anche se – ha ammesso – non sono contraria ai turni infrasettimanali: vorrei vedere sempre il calcio». •