Noi, bravi ragazzi con l’ambizione che ci accompagna sempre: vincere

Gianluca Laurenti, ferrarese, classe ’90: dopo Altovicentino e Bassano adesso vive la grande scommessa a Vicenza. FOTO D. CISCATO
Gianluca Laurenti, ferrarese, classe ’90: dopo Altovicentino e Bassano adesso vive la grande scommessa a Vicenza. FOTO D. CISCATO
27.08.2018

Fin dall’inizio della stagione il tecnico Giovanni Colella lo ha indicato come uno dei più importanti nuovi acquisti del Vicenza. Il ferrarese Gianluca Laurenti è alla sua quarta stagione nella provincia berica: arrivato nel 2015 in serie D all’AltoVicentino con Mauro Zironelli in panchina, è poi passato nel campionato successivo in serie C al Bassano. Sulla carta fa parte del blocco di giocatori che si sono trasferiti dall’ombra del Grappa a quella dei Berici, ma nei fatti è un nuovo innesto perché nello scorso campionato, dopo una partenza sprint, è stato messo fuori causa per oltre cinque mesi da diversi infortuni a ripetizione: «Tutto è cominciato con una fascite plantare ad un piede, e da lì ne ho avute di ogni tipo, dalla tallonite alla tendinite, sembrava una maledizione – ricorda ancora con amarezza -. Ecco perché in effetti questa stagione è un po’ una ripartenza per me: ho tanta voglia, non vedo l’ora di cominciare, anche se proprio per la lunga inattività dell’anno scorso queste settimane di precampionato che si sono aggiunte con il rinvio mi possono tornare molto utili. Sarà contento il preparatore atletico, che ci sta facendo correre come dei matti…». Gli effetti positivi su di lei cominciano a notarsi: contro il Campodarsego ha segnato due gol e giocato molto bene. Sì, ho avuto sensazioni molto positive ed è stato confortante. All’inizio del ritiro mi rendevo conto di essere più indietro di condizione rispetto ai compagni quindi fin dal primo giorno mi sono impegnato a fondo, ancora adesso ce la metto tutta per rimettermi in linea con gli altri e in questa partita ho sentito finalmente la gamba giusta. È uno degli esterni offensivi, in questo 4-2-3-1: ruolo particolarmente importante e dispendioso. Infatti secondo me è molto importante che ci siano molti giocatori in rosa in grado di interpretarlo, perché occorre spremersi sempre al massimo, con la consapevolezza che può risultare fondamentale chi in una partita gioca anche solo 5 minuti come chi resta in campo per 85. Ci sarà bisogno e spazio per tutti. Per quanto mi riguarda, peraltro, mi è capitato di giocare un po’ in tutte le posizioni del centrocampo: in una mediana a tre, ad esempio, spesso ho fatto la mezzala, un ruolo che mi piace parecchio. Come sta funzionando l’amalgama tra il folto gruppo “ex Bassano” e i nuovi innesti? Molto bene. Credo che sia stato importante ripartire da uno zoccolo duro importante, formato da giocatori validi che sono prima di tutto bravi ragazzi: in campo non ci risparmiamo, ma fuori c’è grande serenità, e credo che questo sia molto utile anche per favorire l’inserimento dei nuovi. Del resto il Bassano da diversi anni sta seguendo questa filosofia nella scelta dei giocatori: credo sia una strategia intelligente. A tenervi sulla corda costantemente ci pensa il tecnico Colella… Ci richiede intensità, attenzione ed aggressività, sempre: il campo dice che questo atteggiamento funziona, l’anno scorso lo abbiamo visto, quindi lo seguiamo con estrema fiducia e convinzione. Quali ambizioni ha questa squadra? L’ambizione è quella di vincere, la stessa che avevamo già l’anno scorso a Bassano. A maggior ragione dobbiamo puntare a primeggiare adesso in una piazza con il seguito e la tradizione di Vicenza. Seguito e tradizione, di pari passo, comportano anche maggiori pressioni… Ne siamo consapevoli ed è giusto che sia così. Toccherà a noi giocatori saper gestire queste aspettative e farle diventare uno stimolo positivo ulteriore per rendere ancora meglio.