L’operaio Serena monta i pezzi giusti e ne attende altri

Curcio e Maistrello, due tra i principali protagonisti della vittoria a Gorgonzola. STELLA-DONOVAN CISCATO
Curcio e Maistrello, due tra i principali protagonisti della vittoria a Gorgonzola. STELLA-DONOVAN CISCATO
Francesco Guiotto 31.12.2019

Umiltà e buon senso. Certo, per ottenere risultati importanti e continuativi serviranno anche altri ingredienti; ma avendo a disposizione appena 48 ore più i novanta minuti di gioco per preparare e gestire la sua prima partita, il nuovo “chef” del Lane Michele Serena a Gorgonzola ha avuto il merito di utilizzare subito quelli essenziali, raccogliendo contro la Giana Erminio una vittoria sofferta ma meritata, fondamentale per la classifica, per il morale e per la fiducia in attesa di potersi mettere davvero al lavoro nel 2019. RISPETTO E FIDUCIA. Prima di tutto l’umiltà, si diceva, ma anche il rispetto nei confronti di chi lo ha preceduto, oltre che dei giocatori e dello staff con il quale ha appena cominciato a collaborare. Serena per il suo debutto “a freddo” non ha avuto l’assurda pretesa di azzardare rivoluzioni improvvisate. Da un confronto con la squadra è nata la decisione di impostare un modulo iniziale, il 4-3-1-2, già ben rodato da Colella. Coerentemente, proprio come il tecnico trevigiano, a quel punto anche il nuovo allenatore veneziano ha affidato le chiavi del gioco offensivo a Curcio, il trequartista attorno al quale è stato “cucito” questo assetto, che pure nelle ultime due uscite era stato messo in panchina dopo un girone d’andata che lo stesso giocatore ha definito “molto deludente”. Anche il preparatore atletico e lo staff medico sono stati consultati per stilare la formazione iniziale: «Io ho imparato a malapena i nomi; loro conoscono meglio i giocatori e soprattutto erano molto più consapevoli della loro condizione dopo due partite ravvicinate», ha spiegato Serena. Una dimostrazione concreta di fiducia e credito nei confronti dei suoi nuovi collaboratori, senz’altro un ottimo punto di partenza per impostare un rapporto di lavoro quotidiano fianco a fianco. LETTURA PERFETTA. Durante i novanta minuti, invece, il nuovo allenatore del Vicenza ci ha messo molto del suo, dimostrando di possedere l’intelligenza e l’accortezza nella lettura dell’incontro che hanno fruttato la vittoria. A destra Andreoni soffriva terribilmente le accelerazioni di Lunetta; inserire l’alternativa di ruolo, Davide Bianchi probabilmente non avrebbe risolto il problema, dato che il terzino virgiliano non ha nello scatto breve una sua dote. Ecco allora la decisione di allargare sugli esterni Giacomelli e Curcio, per ottenere maggiore copertura. A quel punto Razzitti, che già aveva dimostrato di faticare molto nel ruolo di boa, si ritrovava ancora più isolato; allora dentro Maistrello, che per caratteristiche teoricamente si poteva prestare meglio al compito, come in effetti è stato. Una volta trovato il gol del vantaggio, è venuto il momento di preservarlo a tutti i costi nei minuti finali: bando all’estetica ed ecco il quinto difensore Bonetto per chiudere ogni possibile varco alla Giana. Missione compiuta, tre fondamentali punti messi in carniere. FATTORE C. L’onestà richiede di sottolineare un altro elemento, che del resto risulta spesso decisivo nel gioco del calcio: la fortuna, quel “fattore c” che può fare girare le sorti di un incontro. Ultimamente Colella, nonostante la lettera iniziale del suo cognome, ne era stato sprovvisto, purtroppo per lui e per il Lane. Quante volte aveva puntato su Curcio rifinitore, senza ricavarne una partita in cui fosse stato incisivo come avvenuto a Gorgonzola? Quante volte aveva inserito Maistrello nel finale, ma il buon Tommy non aveva sfruttato al meglio lo spezzone di gara? Quante volte gli avversari avevano indovinato uno dei pochi tiri concessi trovando pure una deviazione spiazza-Grandi, invece di ciccare la conclusione a rete? La buona stella, invece, ha arriso a Serena e al Vicenza contro la Giana Erminio. Il proverbio dice che la fortuna aiuta gli audaci; stavolta ha supportato un tecnico che al debutto si è posto con pacatezza, intelligenza e buon senso. Adesso ci auguriamo che chi di dovere lo aiuti con qualche innesto di spessore per completare la rosa e consentirgli di lavorare meglio. • © RIPRODUZIONE RISERVATA