Jack in cima a New York cerca la vetta da playoff

Dalla stanza dell’albergo Giacomelli osserva i grattacieli di New York. FOTO DA INSTAGRAM
Dalla stanza dell’albergo Giacomelli osserva i grattacieli di New York. FOTO DA INSTAGRAM
Marta Benedetti 06.01.2019

Marta Benedetti Un Vicenza che guarda e si spinge verso l'alto. Proprio come un grattacielo. Forse non è un caso che Stefano Giacomelli osservi dall'Empire State Building i giganti di New York, dove l'attaccante si trova in vacanza in questi giorni, prima di riprendere gli allenamenti a Capovilla. In classifica il Vicenza aspira ad arrivare in alto e, in fondo, il secondo posto dietro al Pordenone dista soltanto tre punti. Servirà comunque un cambio di passo per avvicinare la vetta. Sarà ancora Giacomelli, alla sua migliore stagione in carriera, a dettare il ritmo? “VECCHIO” JACK. Per il fantasista originario di Spoleto (28 anni) questa è la settima stagione in biancorosso. Giacomelli ha cominciato disputando una delle stagioni più tristi della storia biancorossa, quella del 2012-13 culminata con l'amara retrocessione dopo dodici anni di serie B. Con Lopez allenatore, in Lega Pro, ha accarezzato la possibilità di tornare subito tra i cadetti, impresa annullata dal Savona ai rigori in un Menti strapieno. Ha conosciuto il brivido del ripescaggio, quasi una benedizione dal cielo dopo due stagioni grigie. Con Marino, il Vicenza e Giacomellihanno sfiorato la serie A: un'annata ancor oggi indimenticabile con la partita-capolavoro di Bologna. Anche la salvezza in B con Lerda fa parte della storia biancorossa di Giacomelli, così come l'amara retrocessione in C l'anno successivo, da dove è cominciato tutto il male possibile per il Vicenza, fallito in tribunale a gennaio e salvo sul campo a maggio, grazie soprattutto al suo capitano (due gol), al termine dei playout col Santarcangelo. “NUOVO” JACK. Splendido splendente, come canterebbe Donatella Rettore. La seconda parte del 2018 è stata eccezionale per Giacomelli che ha chiuso il girone di andata con un bottino mai conquistato prima: 9 reti in 17 gare. In coppia con Arma, con il quale ha sin da subito trovato l'intesa, o trequartista di sinistra, Giacomelli è stato l'autentico trascinatore della squadra. Il primo exploit a Salò, con il Vicenza che in trasferta ha dato una bella lezione di calcio ai “leoni del Garda” battendoli 0-3; Giacomelli ha segnato il gol che ha spianato la strada ai biancorossi. La sua prima doppietta con il Lane l'ha realizzata nella partita-capolavoro contro il Monza: un sigillo d'autore il primo gol d'esterno destro. Decisivo contro la Sambenedettese in casa, profeta in patria a Terni dove ha contribuito a stendere la sua ex squadra con una rete segnata nel primo tempo. BANDIERA. Senza fascia al braccio, dal momento che il capitano da quest'anno è Nicola Bizzotto, ma comunque “faro” di una squadra che in campo e fuori lo cerca sempre. Grazie al numero importante di stagioni collezionate a Vicenza e al suo contributo in campo, unito ad un atteggiamento umile e battagliero, Giacomelli da tempo è entrato nei cuori di tanti tifosi. Non è un caso che il direttore sportivo Werner Seeber abbia voluto trattenerlo, assieme al giovane Davide Bianchi, quando Renzo Rosso è diventato il nuovo patron del Vicenza. Leader con Giovanni Colella, Giacomelli continuerà ad esserlo anche con il nuovo allenatore Michele Serena. L'idea resta la stessa: spingersi verso l'alto. Proprio come un grattacielo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA