Gasparin e il nuovo Vicenza: «Sulla rosa
da Rosso mi aspettavo qualcosa di più»

Sergio Gasparin, circondato dai tifosi, porta la Coppa Italia in centro storico a Vicenza
Sergio Gasparin, circondato dai tifosi, porta la Coppa Italia in centro storico a Vicenza
11.01.2019

VICENZA. Tra passato e presente. In un mix di ricordi, emozioni e riflessioni. «Le favole calcistiche come quelle del mio Vicenza, o del Verona, Cagliari e Sampdoria, non si ripeteranno più. È giusto dirlo ai tifosi, oggi i profitti enormi del calcio sono tutti indirizzati ai grandi club. Ma il calcio non morirà mai. Come la passione di una provincia per il Vicenza. È stata la mia vita e continua ad esserlo». Nonostante siano passati 28 anni, Sergio Gasparin, classe '52, ha ancora la voce che trema quando ricorda la notte della Coppa Italia vinta al Menti contro il Napoli.

 

Nella lunga e intensa "chiacchierata" con il Giornale di Vicenza (l'intervista completa sul quotidiano in edicola, ndr) l'ex direttore generale biancorosso parla anche del Vicenza targato Renzo Rosso. «È un'operazione importante perché ha cancellato dieci anni di gestione arrogante e superficiale, ma la logica imprenditoriale ci sarà solo con la promozione in serie A dove ci sono ricavi eccezionali. Rosso era l'unico in grado di poter salvare una piazza di questo peso e blasone, ma considerata la sua dimensione di imprenditore mi sarei aspettato di più dal parco tecnico». Che tradotto significa una rosa con più qualità. «Non conosco il budget messo a disposizione ma con umiltà voglio dare solo un piccolo consiglio alla proprietà: si cerchino oggi i giocatori che diventeranno lo zoccolo duro nel Vicenza che verrà».