Cinelli senza scuse «Classifica giusta adesso tocca a noi»

Antonio Cinelli alla presentazione di ieri mattina allo stadio Menti. Un ritorno importante per le sorti in campo della squadra.   FOTO COLORFOTO
Antonio Cinelli alla presentazione di ieri mattina allo stadio Menti. Un ritorno importante per le sorti in campo della squadra. FOTO COLORFOTO
Francesco Guiotto 08.01.2019

Francesco Guiotto Se n’era andato da capitano con le lacrime agli occhi, dopo cento partite con la maglia biancorossa, non certo per sua scelta («Fu la decisione più dolorosa della mia carriera, ma non voglio più rivangare: le risposte si sono già date da sole…»). Tre anni dopo Antonio Cinelli non vede l’ora di riprovare il brivido di indossare quei colori al Menti, magari già alla ripresa del campionato fissata per sabato 19 gennaio alle 18.30 contro il Renate. «Tornare a Vicenza per me è stata una scelta d’amore e di vita, mi auguro di rimanere a lungo – spiega il centrocampista romano classe 1989 -. Solo qui sono riuscito a provare determinate emozioni, ed è quello di cui sentivo il bisogno per rilanciarmi dopo alcuni anni in cui le cose sono andate meno bene di quanto avrei sperato». Che Cinelli ritroveranno i tifosi? Sicuramente con un bel bagaglio d’esperienza in più. Dal punto di vista tecnico-tattico invece mi conoscete voi meglio di me stesso: sono un giocatore d’interdizione, credo di poter dare un certo equilibrio al centrocampo; peraltro in mezzo in questi anni ho giocato un po’ ovunque: da mezzala, da regista basso, da mediano a due, da trequartista… Una volta in emergenza ho fatto pure il terzino. E che Vicenza ritrova Cinelli? Con un progetto societario serio e un gruppo senza dubbio solido, che ha vissuto un momento non semplice dimostrando grande coesione. La serie C è un campionato duro, per diversi aspetti forse anche più complicato della B: occorre avere sempre le giuste motivazioni, la cattiveria, la concentrazione per dare il massimo in settimana e su campi dove c’è poco pubblico o contro avversari meno blasonati. Ha avuto voce in capitolo nei confronti interni allo spogliatoio in quest’ultimo mese? Ho scelto, per rispetto, di restare un po’ in disparte: era il loro percorso, era giusto che fossero i miei nuovi compagni a confrontarsi. Il primo impatto con il nuovo tecnico Serena? Si è posto con intelligenza nella prima partita, ma di fatto si può dire che cominceremo insieme, io e lui: sono certo che potrà darci valide indicazioni. Dobbiamo essere bravi e disponibili a ripartire con lui e seguirlo. A che punto è la sua condizione atletica? Fisicamente mi sento piuttosto bene, questo mese di allenamenti con il gruppo mi è stato molto utile, dopo il periodo vissuto ai margini della rosa del Chievo. Certo, mi manca la confidenza con la partita, dovrò recuperare tempi e misure. I tifosi l’hanno riaccolta con grandissimo affetto e stima. Questo è stato importantissimo nel farmi chiudere molto rapidamente la trattativa. Io avevo segnalato la mia disponibilità al club, la dirigenza si è posta subito con atteggiamento molto positivo, poi tramite i social ho ricevuto tanti bei messaggi che mi hanno fatto rompere ogni indugio e scegliere con convinzione Vicenza, anche se non mancavano alternative anche di categoria superiore. Di quella squadra ritrova Giacomelli, peraltro più goleador di come lo aveva lasciato… Mi stupisce fino a un certo punto, perché lui è sempre stato un generoso, uno che dà tutto in campo. È maturato, ha pure tanti tatuaggi in più, ed è cresciuto a livello muscolare, perché ora si dedica molto anche alla palestra: glielo suggerivo già anni fa, ora lo fa con costanza. Quanto vale questa squadra? In genere la classifica non mente: se oggi siamo un po’ indietro significa che qualcosa è mancato, starà a noi dare quel qualcosa in più per migliorare, che è l’obiettivo di tutti. La forza del gruppo dovrà essere la nostra arma migliore, la base di tutto. • © RIPRODUZIONE RISERVATA