Caos Vicenza
«O noi di Boreas
o il club fallirà»

La conferenza del mese scorso in cui il passaggio del Lane da Vi.Fin. a Boreas pareva fatto (da sinistra Atzeni, Franchetto, Pioppi).  COLORFOTONel giro di poche settimane come cambia l’espressione di Pioppi...Robe da disperarsi...  STELLA
La conferenza del mese scorso in cui il passaggio del Lane da Vi.Fin. a Boreas pareva fatto (da sinistra Atzeni, Franchetto, Pioppi). COLORFOTONel giro di poche settimane come cambia l’espressione di Pioppi...Robe da disperarsi... STELLA (BATCH)
Alberta Mantovani Francesco Guiotto08.12.2017

Una conferenza stampa, la terza da quest’estate, convocata ieri mattina per il primo pomeriggio all’hotel Tiepolo. Non erano presenti né l’amministratore delegato di Vi.Fin. Marco Franchetto, né quello di Boreas Capital Francesco Pioppi, protagonisti delle due puntate precedenti, l’ultima andata in scena appena il 14 novembre scorso per annunciare la firma sul contratto preliminare. «Le incomprensioni sono superate, mancano solo alcuni adempimenti tecnici, ma perfezioneremo l’atto di compravendita entro la prima metà di dicembre», avevano assicurato allora entrambe le parti. Invece…

 

NIENTE “CLOSING”. Invece le cose sono andate diversamente, e salvo svolte clamorose (ma questa intricatissima vicenda ci sta dimostrando che tutto, davvero tutto, può accadere…) non ci sarà alcuna firma dal notaio nei prossimi giorni tra Vi.Fin. e Boreas. Il “perché” lo ha voluto spiegare ieri la stessa Boreas, invitando all’appuntamento giornalisti e tifosi: «Vogliamo spiegare come stanno le cose, come abbiamo sempre fatto: presenteremo una fotografia chiara ed oggettiva della situazione», hanno sottolineato l’avvocato Roberto Atzeni e il commercialista Giulio Cunico. Non era presente, invece, Francesco Pioppi, per impegni di lavoro inderogabili assunti in precedenza. «Del resto solo pochi giorni fa non era immaginabile che gli eventi prendessero questa piega; ora invece è divenuto inderogabile fare chiarezza per evitare che emergano illazioni di ogni genere», ha detto Atzeni. Con una premessa di fondo: «Questa non è la conferenza di addio di Boreas al Vicenza Calcio, tutt’altro: è solo la dimostrazione di quanto noi abbiamo fatto fin dal primo momento, e di quanto intendiamo fare ancora, a patto che si rispettino le condizioni contrattuali pattuite». Le due ore successive sono servite per spiegare dettagliatamente perché, in base a quanto presentato e dichiarato da Boreas, Vi. Fin. starebbe violando gli accordi assunti.

 

L’ULTIMATUM DI VI. FIN. Il primo documento mostrato da Atzeni e Cunico è una lettera del 6 dicembre indirizzata a Boreas dall’a.d. di Vi.Fin., Marco Franchetto, in cui si chiede a Boreas stessa di indicare l’orario e lo studio notarile in cui dovrà avvenire la stipula della compravendita per il giorno 11 dicembre, termine ultimo individuato in relazione alle prossime importanti scadenze di pagamento per il Vicenza Calcio (entro il 15 dicembre stipendi, contributi e ritenute dei tesserati; tra fine mese e gennaio incombono le rate dei debiti “spalmati” con Agenzia delle entrate e Comune). «Altrimenti il contratto si intenderà risolto», conclude l’“ultimatum” di Franchetto.

 

IL BILANCIO DOV’È? L’avvocato Atzeni, però, rovescia la prospettiva: «Come facciamo ad essere noi gli inadempienti, se è Vi. Fin. che è risultata inadempiente a più punti fondamentali del preliminare del 13 novembre?». Nello specifico, Atzeni esibisce la clausola che prima del passaggio di quote prevede l’obbligo di approvare e depositare il bilancio d’esercizio al 30 giugno scorso. «Ad oggi però l’assemblea per l’approvazione del bilancio stesso non è stata convocata, i revisori non hanno comunicato la loro valutazione, e all’incontro con la società di revisione i soci di Vi. Fin. non erano nemmeno presenti: c’era solo il dottor Boscato come loro professionista incaricato».

 

SORPRESE NEI CONTI. Giulio Cunico e Roberto Atzeni evidenziano come, dalle ulteriori verifiche sui conti della società biancorossa, solo negli ultimi giorni siano emersi dati significativi non rispondenti alla situazione patrimoniale e contabile dichiarata al 31 ottobre scorso: una clausola del contratto preliminare impegna Vi. Fin. a «garantirne veridicità e correttezza». Come tre esempi più rilevanti i rappresentanti di Boreas portano alcuni crediti non esigibili (in particolare quelli vantati dalla società Sporting, proprietaria delle palazzine di Isola, fallita), crediti solo ipotetici perché valutati al presumibile realizzo, e nuovi costi maturati dopo il 31 ottobre (ad esempio quelli derivanti dal rinnovo del contratto al d.s. Zocchi, firmato il 3 novembre). In aggiunta ci sono le cause pendenti: «In base a quanto siamo riusciti a calcolare al momento, solo queste potrebbero comportare ulteriori esborsi per il Vicenza Calcio di circa un milione di euro… ma lì ci siamo fermati». A quel punto Boreas ha proposto a Vi.Fin. di proseguire comunque nell’iter di compravendita, “congelando” il pagamento dei crediti vantati dai singoli soci: «Se, in seguito ad una verifica definitiva sui conti svolta eventualmente anche con la consulenza di un professionista terzo oltre a quelli di parte, si fosse stabilito che i debiti erano effettivamente rispondenti alla cifra indicata da Vi.Fi. al 31 ottobre, avremmo provveduto a liquidare anche i crediti, altrimenti li avremmo defalcati – spiega Atzeni -. Ma solo Nicola e Alfredo Pastorelli, per la Colombo Finanziaria, hanno dato il loro assenso. Questo non perché siano in qualche modo implicati con Boreas, ma perché è il normale modo in cui si rispettano i contratti nel mondo degli affari».

 

LA GESTIONE TECNICA. Per il rinnovo del contratto a Zocchi, peraltro, Boreas sottolinea come Vi.Fin. abbia violato anche altri due punti del preliminare: quello per cui nella “fase interinale” la gestione delle scelte di carattere tecnico-sportivo «deve essere di esclusiva competenza di Boreas», e quello per il quale «è necessaria la firma congiunta per operazioni di importo superiore a 10 mila euro». «Ma noi del rinnovo contrattuale a Zocchi da oltre 200 mila euro, peraltro successivo al 31 ottobre, non siamo stati mai ionformati».

 

DITO CONTRO FRANCHETTO. L’avvocato Atzeni punta il dito in particolare su Marco Franchetto, rivelando come Boreas, «pur di superare lo stallo nella trattativa, aveva siglato un accordo collaterale con lui, di cui gli altri soci Vi. Fin. non sanno nulla: Franchetto ha dato il suo assenso alla cessione a patto che gli fosse garantita la restituzione di 540 mila euro, ovvero la differenza tra i 590 mila che aveva anticipato al Vicenza per onorare alcune scadenze e i 50 mila euro che lui stesso aveva prelevato dalla cassa il 29 settembre. Va da sé che ora questi 540 mila euro non li vedrà più». Inoltre lo stesso Franchetto, in base a quanto riferisce Atzeni, «come altri soci ha chiesto di non partecipare al pagamento del milione di euro che Vi.Fin. ha concordato di pagare a Boreas, spalmando l’importo nei prossimi cinque anni».

 

BOREAS O FALLIMENTO. L’avvocato Atzeni sostiene che non vi siano alternative al rispetto delle condizioni concordate il 13 novembre e all’acquisto da parte di Boreas: «Altre cordate abbiano ben presente che questo contratto è registrato, quindi a nessuno venga in mente il “golpe”. Piuttosto, magari, accadrà quello che vogliono molti “saggi” tifosi: il Vicenza Calcio fallirà, ma non sarà certo stata colpa di Boreas».

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