Brividi solo di freddo Un pari pallido a Rimini

Eugenio Marzotto 23.01.2019

Eugenio Marzotto INVIATO A RIMINI Un brutto pari contro una squadra senza pretese che mette tutti sull'attenti, a partire da mister Serena che si ritrova una compagine senza mordente e che esce dalla trasferta di Rimini con tanti errori di sistema. Lo stadio Romeo Neri è quasi deserto come il lungomare di Rimini dove il “Bagno89Lele” ricorda che comunque sia nella capitale della riviera le estati rimangono calde e romantiche come le donne raccontate da Fellini nei film che hanno descritto un'epoca. Gente dal palato fine questi riminesi, non solo per la leggendaria cucina romagnola, ma perchè in campo calcistico hanno assaggiato la serie B nel 2005/2006 e da queste parti si ricordano ancora della partita con la Juventus e degli esordi di Samir Handanovic. La terza di Michele Serena si gioca sotto la neve e davanti ad un centinaio di tifosi biancorossi, c'è eroismo nell'affrontare l'Adriatica innevata in un anonimo e gelato martedì. Al Neri c'è un Martini all'esordio, quarantenne allenatore hipster del Rimini e un Martin in panchina, prima novità della serata: al nuovo terzino del Lane è stato preferito Stevanin, turnover in vista della partitissima di sabato contro la Feralpi. Serena ha idee e dettami chiari, il suo è un 4-3-3, con Guerra che si abbassa spesso a ricevere palla in mezzo, con un Cinelli sempre presente nelle azioni che contano. Dopo dieci minuti è il Vicenza a fare la partita, Giacomelli e Guerra si cercano spesso, Curcio e Bianchi spingono a destra, il Lane insomma sembra padrone del campo anche se là davanti manca la zampata finale, quella cinica, quella mancata contro il Renate. A sinistra Stevanin se la deve vedere con Simoncelli, uno dei migliori del Rimini e sarà questo uno dei temi tattici più interessanti, così come il duello Bianchi-Guiebre uno veloce da far male. Fu lui l'autore del gollonzo al Menti all'andata. no ma manca semprI tre piccoli davanti piaccioe qualcosa ai sedici metri, dopo mezzora poco da segnalare, una punizione di Jack, un mancato aggancio di Guerra e un Curcio in partita. Si capisce che il Vicenza è più squadra ma anche che fa fatica sulla trequarti, troppi errori, troppi tocchi, troppi tempi di gioco persi, con un Guerra con l'ansia da prestazione, un Giacomelli generoso e impreciso e i due terzini troppo preoccupati a non prendere le infilate. Il gioco di Serena può essere spettacolare ma ha bisogno di interpreti ispirati e alla fine del primo tempo se ne vedono pochi. Anche perchè giocare di fino non sempre è possibile e nemmeno utile, nel primo tempo è mancata quella cattiveria, quella determinazione che il solo fraseggio elegante non può compensare. In panchina Arma scalpita. SECONDO TEMPO. Pronti via, fuori Curcio dentro Rachid, attacco pesante e tre punte vere ma il Rimini prende coraggio. Vogliono vincere tutte e due le squadre, cresce l'intensità e anche il pragmatismo, Arma apre spazi che prima non c'erano e i tifosi biancorossi chiedono un gol che non arriva contro un Rimini modesto. All'11'un tiro a giro di Giacomelli non fa male mentre dietro si balla un po' sulle incursioni dei romagnoli. Passano i minuti e il Vicenza si smarrisce nel gioco e in un centrocampo che perde distanze e proposte, Zonta non pervenuto, Laurenti corre senza trovare la sua dimensione e allora tocca a Cinelli accendere la luce. Finchè al 25' è il Rimini ad avere l'occasione più nitida con Volpe e il Neri si scalda. Si fa fatica, come a Fano, Gubbio, Gorgonzola e allora al minuto 26 esce a sorpresa Giacomelli per dare spazio a Tronco mentre resta in campo un Guerra incolore. Alla mezzora si registra tanto impegno e poco più, nessun tiro in porta e gioco prevalentemente sulle fasce, così prevedibile che anche i tifosi storici della tribuna lo hanno capito. Al 34' Guerra provoca un sussulto nel gelo con un colpo di testa su cross di Stevanin, Nava si stende in tuffo, sulla ribattuta arriva Arma e centra il palo. Al 37' entra talismano Maistrello al posto di Guerra. Ultima spiaggia da 4-4-2 o giù di lì, ma il Rimini c'è e lotta su ogni pallone, mentre Tronco prova a dare una scossa ad un Lane che non esce dal tunnel. Troppi errori per un Vicenza che in 90' tira in porta solo tre volte, e non ha la lucidità per trovare gli spazi giusti. Un brutto pareggio che ti riporta ai tempi di Colella con la consapevolezza che gli acquisti non bastano per dare la svolta ad una squadra che si porta dietro problemi strutturali. E con sempre meno certezze. •