«Avanti a piccoli
passi ma non
resteremo in C»

Stefano Rosso. FOTO CECCON
Stefano Rosso. FOTO CECCON
 
12.06.2018

BASSANO. Un mese esatto dopo la dichiarazione d'intenti relativa all'acquisizione del Vicenza col trasferimento del titolo sportivo del Bassano all'ombra del Palladio, Stefano Rosso, affiancato dal vicepresidente della Virtus, Roberto Masiero e dai soci Denis Vigo e Paolo Moresco, rimarca le linee guida già anticipate nella lettera-manifesto di maggio, chiarendo una volta di più la scaletta d'intervento del Vicenza che verrà. Che potrebbe chiamarsi Lanerossi. «È un marchio di proprietà della famiglia Marzotto, in questo momento se ne sta parlando. Se sono ottimista? Certo».

 

«Noi non ci siamo presentati alle prime due aste in tribunale a Vicenza - ha rimarcato Rosso - perché non potevamo farlo. Vicenza e Bassano facevano parte dello stesso campionato, e aspettavamo che qualcun altro si facesse avanti. Ma così non è accaduto e quindi ci siamo sentiti di fare un passo importante per sostenere lo sport vicentino e ci siamo trovati dove siamo oggi». «C’è moltissimo da fare - ha assicurato il dirigente calcistico - un progetto molto ambizioso. La ritenevamo un’occasione e a questo punto crediamo sia il momento giusto per iniziare a lavorare. Metteremo a disposizione le nostre competenze cercando di portare il Vicenza ad un livello dove riteniamo debba stare».

 

«Con noi nel nuovo corso ci saranno il tecnico Giovanni Colella e il direttore sportivo Werner Seeber che sono già sotto contratto - prosegue Rosso -. Quanto alla maglia sarà rigorosamente biancorossa mentre il nome del club verrà definito e comunicato a breve, pure se certamente comprenderà Vicenza nella denominazione ma non solo. Vorremmo ci fossero dei richiami a Bassano. Riguardo al Menti è evidente che dovrà essere rimodernato, tenendo conto anche dell'analisi fatta lo scorso anno con B Futura».

 

«Un nuovo Bassano autonomo? Sento tante voci ma nulla di concreto per adesso - conclude -. Come sempre quando c'è da cacciare la lira non si presenta nessuno. Ma da parte nostra nessuna preclusione a un'eventuale collaborazione»

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