Trovata morta
l'ex maratoneta
Maura Viceconte

RI10.02.2019

TORINO. Una notizia terribile, che questa volta colpisce l’atletica e che ricorda i casi nel calcio di Robert Enke e Gary Speed, rispettivamente portiere della nazionale tedesca e ct del Galles. Maura Viceconte, 51 anni, azzurra all’Olimpiade di Sydney 2000 e tuttora primatista italiana dei 10.000 metri, ha fatto come loro: si è suicidata. La conferma è arrivata dai carabinieri della compagnia di Susa che hanno trovato il corpo dell’atleta nel pomeriggio di ieri, domenica 10 febbraio, nella sua casa a Chiusa San Michele (Torino). La stesse fonti precisano che si è impiccata, particolare terribile che accomuna ancor di più la sua storia a quella di Speed. 

 

Della Viceconte si sa che «dovette confrontarsi per lunghi anni con la malattia» come ha ricordato la Fidal che piange la scomparsa di un’atleta che ha rappresentato a lungo l’Italia tra gli anni ’90 e primi anni 2000. Bronzo agli Europei di Budapest 1998, la piemontese di Susa, oltre a detenere tuttora il primato nazionale dei 10.000 metri, è stata capace di imporsi in numerose maratone di rilievo, cogliendo successi a Venezia, Montecarlo, Carpi, Roma, Vienna (quando corse in 2h23'47'', all’epoca record italiano), Praga e Napoli.

 

Terminata la carriera agonistica, Maura Viceconte aveva dovuto ’combatterè per la propria salute, ma lo scorso novembre aveva promosso e fatto proiettare a Villar Dora un docufilm sulla sua vita e la sua carriera, «La vita è una maratona - La corsa il modo di vivere», realizzato dal regista e amico Luigi Cantore, che le aveva permesso di tornare a confrontarsi con amiche e avversarie del tempo. Quel giorno era apparsa felice, adesso invece c’è solo il silenzio. Di sicuro c’è che, in campo sportivo, come scrive la Fidal, la sua è «un’eredità che andrà sicuramente raccolta, anche se al momento a prevalere è un senso di tristezza infinita».