Djokovic è proprio tornato E la vetta non è più un sogno

Djokovic è tornato ai suoi livelli
Djokovic è tornato ai suoi livelli
21.08.2018

NEW YORK Due mesi fa il suo quarto Wimbledon, domenica il suo primo trionfo a Cincinnati - in finale su Roger Federer - che gli ha permesso di realizzare il Career Golden Masters, ovvero la vittoria in tutti i nove Masters 1000 (una volta Masters Series) del circuito Atp. Se ancora non è tornato ai vertici, poco ci manca. Novak Djokovic ha guadagnato quattro posizioni nella classifica mondiale e è ora sesto, pronto a riprendersi lo scettro di re del tennis, suo già nel 2015 e 2016. Dopo aver sfatato nel 2016 il tabù Roland Garros, riuscendo a centrare il Career Grand Slam, Nole aveva raggiunto tutti gli obiettivi tennisticamente possibili e probabilmente era entrato in crisi. La presenza del guru Pepe Imaz, che gli era stato prestato dal fratello, ne aveva forse limitato la rabbia agonistica. Ma, rivincendo Wimbledon e ribadendo la superiorità contro Federer nella finale di Cincinnati, Nole può serenamente dire anche a se stesso di essere tornato ai livelli 2015-2016 quando era il «cannibale» del tennis. E questo aldilà del 31esimo titolo Masters 1000 e del numero 6 del mondo appena conquistati. «Djoker» ha saputo reagire ancora una volta alle avversità: ha perso sei volte su nove dopo il rientro alle gare di marzo (sconfitto anche da Cecchinato a Parigi) sulla scia dell’operazione al gomito destro di febbraio, ma poi si è imposto nei 19 dei 21 incontri poi disputati. E Cincinnati lo promuove anche come primo favorito agli Us Open che scattano lunedì prossimo a New York. •