Ryder cup
Molinari
re d’Europa

La gioia di Molinari
La gioia di Molinari
01.10.2018

PARIGI. La Ryder Cup torna nelle mani dell’Europa, e il capolavoro è di Francesco Molinari. L’azzurro, con una tre giorni memorabile, si prende la scena mettendo a segno il punto decisivo del trionfo europeo alla 42a edizione dell’evento-show del golf. Nella campagna di Parigi, sul green de Le Golf National il Team Europa oscura i campioni in carica degli Stati Uniti, quelli che avevano ritrovato anche Tiger Woods, battuti 17.5-10.5 anche grazie alle prodezze di Molinari e al percorso netto in negativo proprio del californiano. I cinque successi di Molinari in altrettanti incontri rappresentano un record per i blu: nessun altro giocatore della squadra europea ci era riuscito prima, l’ultimo a segnare l’impresa fu lo statunitense Larry Nelson nel 1979. «È difficile raccontare le emozioni che sto provando. Sono orgoglioso di questo Team, il più forte in cui abbia mai giocato» ha dichiarato il campione di Torino. È lui l’uomo della Ryder, e la coppa di squadra è l’ultimo trionfo di una stagione incredibile: l’inizio in salita, poi tre successi importantissimi, tra questi il primo major in carriera conquistato con la vittoria nell’Open Championship. E adesso lo show a Parigi: con le tre vittorie su Woods al fianco di Tommy Fleetwood (il partner perfetto) e quella netta nel singolo con Phil Mickelson che esalta i tifosi europei. Al Le Golf National la sconfitta degli Usa è soprattutto quella di Woods che, dopo il ritorno al successo nel Tour Championship, esce ridimensionato dalla sfida parigina. Quattro sconfitte consecutive per il californiano, costretto ad arrendersi anche nell’ultimo round contro Jon Rahm. «È andata male», il commento amareggiato del 42enne di Cypress che in carriera ha vinto una sola volta la Ryder Cup, nel 1999. È la vittoria di Molinari, ma anche di Thomas Bjorn. Il capitano del Team Europa, criticato alla vigilia per le sue scelte, si prende la rivincita. «Grazie ai miei giocatori», afferma il danese a fine gara, «sono stati splendidi». «Sei un grande capitano» l’omaggio all’insegna del fair play della guida del Team americano, Jim Furyk che difende comunque i suoi: «Sceglierei sempre voi, vi voglio bene». Continua così la maledizione Usa che fuori dai propri confini non riesce a vincere il titolo dal 1993. Prossima occasione nel 2022, anno dell’edizione italiana della Ryder Cup. L’Europa si gode il 14° successo della sua storia, trascinata pure dalle quattro wild card di Bjorn. Da Sergio Garcia, che dopo aver mancato il taglio in tutti e quattro i major stagionali a Parigi ha raggiunto il primato di punti (25,5) mai segnati prima da un giocatore nella Ryder Cup superando Nick Faldo (fermo a 25). «È una gioia pazzesca», afferma l’iberico, «grazie a Bjorn per avermi scelto. Non era facile». Fino a Mr.Ryder Cup, Ian Poulter, sempre più decisivo. «Questa», sottolinea l’inglese, «è la mia competizione». Nei doppi come nei singoli, non c’è mai stata storia. Ha vinto la squadra più unita. Sulla carte con meno talento, ma con grande carattere e soprattutto con un Molinari in più, celebrato in tutto il mondo: «Immenso». Applausi per l’azzurro anche da Giovanni malagò presidente del Coni. «La Ryder Cup va all’Europa. Felice che ne sia stato protagonista, ancora una volta, Francesco Molinari. Di buon augurio per la RyderCup2022, assegnata all’Italia e a Roma». L’Europa festeggia la sua Ryder e ringrazia Molinari. •