Eyob al... traguardo
da Asmara a Cassola
sognando l’azzurro

Eyob Faniel Ghebrehiwet qui in azione con la maglia del Brugnera
Eyob Faniel Ghebrehiwet qui in azione con la maglia del Brugnera (BATCH)
08.10.2015

Chiara Renso

Si chiama Eyob Faniel Ghebrehiwet (Brugnera Friulintagli, la società per cui è tesserato) ed è un atleta vicentino di origine eritrea, da oltre 11 anni residente nel Bassanese. Lunedì ha giurato fedeltà alla Repubblica Italiana davanti all’assessore allo Sport, Marta Favaro Orlando, del Comune di Cassola, dove vive e sta costruendo tutti i suoi importanti successi. Presenti alla cerimonia ufficiale l’allenatore che lo segue fin dagli inizi, Marco Maddalon, e altri suoi sostenitori che hanno voluto condividere con lui questo importante momento.

«Un traguardo superato! Sono felicissimo e onorato di essere un italiano. Forse per tanti può essere una cosa da poco, ma per me è un traguardo che cercavo e aspettavo da tanto tempo», ha detto.

Ora il talentuoso atleta potrà indossare la maglia azzurra, possibilità sfumata quest’anno poiché tardava ad arrivare la cittadinanza italiana.

Eyob Faniel, nato il 26 novembre 1992, ha avuto come trampolino di lancio la splendida vittoria alla Mezza Maratona di Cittadella del dicembre dello scorso anno dove si è lasciato dietro un certo Ruggero Pertile, siglando un crono di altissimo valore di 1h 04’43”. Il ragazzo di Cassola è arrivato in Italia nel febbraio del 2004 insieme a mamma Mitslal e ai fratelli Solomon e Meron per raggiungere il padre Faniel, già qui dal 1998, per sottoporsi ad un intervento alla spalla. I tempi dell’operazione si sono rivelati più lunghi del previsto tanto da costringere il padre a trovare lavoro in Italia e a risiedere qui. Dopo un lungo iter burocratico, iniziato nel 2001, finalmente la famiglia si ricongiunge nel 2004 a Bassano. Nel frattempo l’Eritrea, conquistata l’indipendenza nel 1991, aveva vissuto due anni di scontri, dal 1998, con l’Etiopia. La guerra si è protrata fino al 12 dicembre del 2000 con l’Accordo di Algeri, reso possibile dall’intervento dell’Onu. Ma il conflitto è ancora latente. Eyob ha vissuto in prima persona la guerra e i bombardamenti. La famiglia ha quindi deciso di emigrare in Italia per evitare che i figli si sottoponessero al servizio militare, obbligatorio per uomini e donne dai 17 anni in su, e a tempo indeterminato e per garantire a loro un futuro migliore.

Eyob è arrivato in Italia a undici anni e, nonostante la nostalgia per il proprio paese, è riuscito ad integrarsi velocemente frequentando la media Bellavitis di Bassano.

Fin da subito ha iniziato a giocare a calcio, però dopo alcuni anni, nel maggio del 2009, grazie alle pressioni di Marco Maddalon e Vittorio Fasolo, da sempre suo grande sostenitore, ha iniziato a praticare l’atletica con il Gruppo Atletico Bassano. Inizialmente era un discreto mezzofondista e nessuno avrebbe scommesso che sarebbe potuto arrivare ai livelli attuali. Successivamente è passato ad allenarsi col Marconi Cassola sempre sotto la guida tecnica di Maddalon.

Dal 2012 è stato tesserato dall’Atletica Brugnera. Nel 2011 ha corso a Cremona i 3000 metri in 8’23”15, terza miglior prestazione dell’anno tra gli junior.

Eyob ha proseguito i suoi studi all’Ipsia Scotton dove ha terminato i primi tre anni. Qui ha provato a fare il salto di qualità andando per sei mesi ad allenarsi nella terra natale, ospitato da nonna Hagosa, sua grande fan. A causa di un infortunio muscolare la preparazione si è arrestata dal giugno del 2012 fino a settembre del 2013. Nel frattempo Eyob ha scelto di lavorare ed allenarsi fino ad aprile di quest’anno quando ha deciso di scommettere sull’atletica. Ora è cittadino italiano e sogna un futuro a cinque cerchi nella maratona.

Il segreto dei suoi successi? Grande merito va al suo allenatore Marco Maddalon che ha creduto fin da subito nelle sue potenzialità, a Gian Carlo Chittolini, allenatore di un certo Alessandro Lambruschini, che gli sta fornendo ottimi consigli e a Diadora.

A fine mese farà il suo esordio in maratona alla Venice Marathon che festeggia i suoi 30 anni. Spaventato? «La maratona è una gara molto dura ed affascinante allo stesso tempo ma va preparata con cura. La prima volta è sempre un’incognita; molti grandi mezzofondisti hanno trovato difficoltà nel portare a termine questa gara e questa incertezza può darmi un po’ di timore».

Prosegue. «Ho effettuato dei test a Modena con il prof. Luciano Gigliotti, allenatore delle due medaglie d’oro olimpiche, Bordin e Baldini, dagli esiti confortanti che mi faranno affrontare i 42,195 km di gara con qualche sicurezza in più».

Eyob è appena ritornato da un nuovo ciclo di allenamenti in altura visto che la sua città natale, Asmara, si trova a 2400 metri di altitudine ed offre una situazione ideale per allenarsi. Ha avuto la possibilità di allenarsi con grandi atleti come Zerisenay Tadesse, detentore del record mondiali sulla mezza maratona e campione mondiale di cross nel 2007, e Samuel Tsegay che vanta un personale in maratona di 2h 07’ 28.

I benefici del periodo passato in Eritrea si sono visti. Al rientro ha centrato il terzo posto ai Tricolori assoluti di Mezza Maratona, disputatosi a Telese Terme dove in un percorso molto impegnativo per curve e salite, ha realizzato il nuovo primato personale di 1h 04”14. Ora la grande scommessa. Da italiano.