Nel nome del padre: Stefano Rosso presidente


 Da sinistra: il nuovo presidente Stefano Rosso, Stefano Braghin e Roberto Masiero. GIANCARLO CECCON
Da sinistra: il nuovo presidente Stefano Rosso, Stefano Braghin e Roberto Masiero. GIANCARLO CECCON
25.06.2009

Vincenzo Pittureri
BASSANO
Nel nome del padre e adesso anche del figlio, che se è per questo c'ha pure lo spirito giusto. Come dire, mi manda papà. Già, poiché Renzo Rosso ha designato il secondogenito Stefano come nuovo presidente al posto di Masiero, il quale cambia poltrona ma non impegno visto che rimarrà in veste di socio (con annesso esborso) e di vicepresidente. Ma, questo sì, con meno incombenze, per la felicità della gentile consorte e dei congiunti più stretti.
Un semplice passaggio di mano che chiude l'era Masiero con un bilancio lusinghiero: 8 anni al comando scanditi dallo storico salto in C, tre playoff , una Coppa Italia di C, uno scudetto di D, un tricolore Juniores e una Coppa Disciplina, non propriamente bruscolini. Doveva essere la giornata di Stefano Braghin, è diventata la serata dell'altro Stefano in rampa di lancio.
L'investitura di S.R. rispedisce al mittente le voci francamente fantasiose, fatte circolare da qualcuno, di un disimpegno della proprietà che anzi, in questa maniera dà un segnale ancora più chiaro e tangibile della volontà di dare la scalata al football che conta. «Potenzieremo prima squadra e vivaio, senza peraltro rincorrere spese folli, non siamo il Real Madrid - recita Rosso jr - ma con l'oculatezza e il buon senso che il momento generale richiede. Personalmente entro in punta di piedi, ho tanto da apprendere da Masiero, dal neoarrivo Braghin e da Tolfo, figure che per me fungeranno da imprescindibili tutor. Di mio ci metto l'entusiasmo, una carica pazzesca, la passione e l'esperienze maturate a livello manageriale in Italia e all'estero. Partiamo da una base solida e un marchio anche calcistico conosciuto ormai in tutta Italia, ora lavoriamo per realizzare lo step che ci manca per centrare il definitivo salto di qualità».
Nel nuovo organigramma appositamente ridisegnato, Tolfo rimane con un compito di punta nel consiglio di amministrazione e resta anche Briaschi con mansioni tuttora da definire ma sempre all'interno dell'area tecnica. Eccolo Braghin, contrattualizzato con un biennale, che conferma Roselli con l'annuale annunciato e racconta al proposito un retroscena. «A gennaio lo volevo all'Alessandria per un cambio in corsa e quando l'ho chiamato, lui era qui in sede che firmava per il Bassano. Direi un episodio indicativo della stima che ci lega. Eppoi questa città era nel mio destino: 3 anni e mezzo fa ci sono venuto con l'Ivrea in campionato e quel giorno è nata mia figlia, segni anche questi...». Va nei dettagli tecnici. «Non si può dissipare un patrimonio di 30 punti in 15 gare, sarebbe sciocco e puerile pensare che sia tutto da rifare. Una rinfrescata e un ringivanimento ce lo impongono le regole degli under, una rivoluzione invece, sarebbe fuori luogo. Mi incontrerò oggi con Roselli e valuteremo, ma l'orientamento porta a ritocchi importanti e mirati. Sono dell'idea che un'organizzazione di valore e una struttura societaria all'altezza porti punti in classifica e senza proclami mi adopererò per questo. Qui esistono i presupposti per una progettualità ad ampio respiro coi concetti che piacciono a me, quelli di un football ragguardevole, senza però le esasperazioni che non mi appartengono. Il mondo del pallone sta prendendo una precisa direzione, la vita stessa è indirizzata ad una maggiore attenzione ai conti e noi non possiamo ignorare la tendenza dell'economia, regolandoci di conseguenza ed abolendo sperperi o sprechi di sorta. Sull'organico, non facciamoci ingannare dalla smania di riverniciare: pe rme non esistono giovani o vecchi, esistono giocatori bravi oppure no, a prescindere dall'età. E l'aspetto caratteriale vale più della risorse tecniche nella scelta di un calciatore, Abbiamo tutto il mercato per fare la squadra, vorrei azzeccarla in estate, perchè se intervieni in autunno vuol dire che hai sbagliato qualcosa. Si vince col gruppo, inclusi i magazzinieri». Stefano Rosso, 30 anni compiuti lo scorso 1 giugno, vanta una lunga militanza nelle giovanili del Bassano, ruolo attaccante, per poi passare, da adulto, alla Virtus Romano in Promozione dove ha giocato fino ad una manciata di stagioni fa. Poi, gli impegni prima di studio, poi professionali (si occupa da product manager allo sviluppo delle collezioni-moda), l'hanno spinto a staccare. V.P.