Quella gara abusiva e la Renault 5 distrutta

L’incontro a Bassano. BAGGIO
L’incontro a Bassano. BAGGIO
R.C.B. 10.09.2018

Fine novembre 1978, “rally abusivo” sull'Altopiano. Una trentina di equipaggi in lizza. A dirigere l’orchestra Tiziano Siviero, 20 anni, un paio di gare vere affrontate come navigatore di Daniele Scotton. Massimo Frigo accoglie l’invito dell’amico Giovanni Zambon, proprietario di una Fiat 128 “Scioneri”. Gli farà da secondo. Prova di Monte Corno. Buio profondo. Le prime auto passano veloci. Arriva De Zottis con Zambon e Frigo alle costole. Giovanni azzarda il sorpasso. Mette due ruote sul ciglio sterrato. Tenta una frenata disperata. La 128 miracolosamente si blocca, occupando mezza carreggiata. Le auto che sopraggiungono riescono ad evitarla di un pelo, grazie alle segnalazioni di Frigo, sceso velocemente. Col motore imballato ecco una Renault 5. Massimo si sbraccia, ma il pilota non molla. Quando trova la strada sbarrata dalla 128 s’attacca ai freni. Ha due vie d’uscita: centrare la Scioneri o buttarsi nel bosco. Sceglie il bosco. Abeti e larici non perdonano. Da quello che rimane dell’abitacolo esce miracolosamente un ragazzino. Neppure un graffio. Illeso anche il compagno d’avventura, Alberto Ferrazzi. Il ragazzino è Miki Biasion. «Cosa dirò a casa?», le prime parole che pronuncia. La R5 è quella di mamma Teresa, maestra elementare. Frigo tira un sospiro di sollievo, rincuorato: «Lunedì vieni in officina da me, vedremo di fare qualcosa». Nasce una stupenda amicizia. È Frigo a suggerire a Miki di correre con una Opel Kadett di gruppo uno. Il ragazzino lo ascolta. Tiziano Siviero navigatore. Nel 1979 si fanno conoscere nel giro dei rally. L’anno successivo, passati ad una Opel Ascona di gruppo due, vincono il primo titolo italiano. Massimo Frigo sempre al seguito. Hawk Racing Club la scuderia. Le prestazioni non passano inosservate. Entrano nella squadra Opel, due anni più tardi firmano per il Jolly Club. Altri due anni e Cesare Fiorio li chiama alla Lancia. Tricolore, europeo, due titoli mondiali. Un successo dietro l’altro in un crescendo che ha dell’incredibile. La Ford li ingaggia. Altri anni a tutta velocità a frullare gomme e spremere motori. Cercano esperienze e stimoli nuovi. Lasciano i rally e passano ai raid intercontinentali. Con un camion dell’Iveco danno vita a imprese impossibili. Arricchiscono la bacheca di altre due corone iridate. Entrano nella leggenda. © RIPRODUZIONE RISERVATA