Fenati dà l’addio alle moto «Smetto e torno a studiare»

Romano Fenati
Romano Fenati
12.09.2018

ASCOLI PICENO Non si placa la buriana scatenata dal pilota Romano Fenati che domenica ha toccato la leva del freno del rivale Manzi, che correva con lui a Misano. Il pilota si è rifugiato nella sua Ascoli e dalla sede del club, dove i tifosi si radunano ogni volta che corre, ha detto basta alle corse, ribadendo che vuole completare gli studi nell’istituto linguistico interrotti al quarto anno per coltivare la sua passione per la velocità. Il mondo del motociclismo gli ha voltato le spalle, anche se fuori dai comunicati ufficiali, in tanti fra colleghi e uomini di scuderia gli mandano messaggi di sostegno e inviti a non mollare. Fra questi Joan Mir, che da Istagram invita Fenati a lavorare «per correggere quegli impulsi che a volte ti tradiscono e ti giocano brutti scherzi». Anche ieri il pilota ha inviato messaggi di pubbliche scuse, si è detto rammaricato soprattutto per l’esempio negativo dato ai più giovani. Il mondo delle moto si è scatenato. Il suo team l’ha fatto fuori, la Mv ha detto di non voler dare seguito all’idea di ingaggiarlo per la prossima stagione e la Federazione italiana motociclistica lo ha sospeso da ogni attività, ritirandogli la tessera e la licenza velocità; dovrà difendersi il 14 settembre quando ribadirà quello che sta dicendo da tre giorni: «è stata una cavolata: ho fatto quel gesto come per dire “levati”. Era più un buffetto per farlo calmare ma non per fargli del male». E di Fenati potrebbe doversi occupare anche la giustizia ordinaria, sollecitata da un esposto del Codacons che ipotizza il tentato omicidio. •