Favola Lazzari
Vicenza si tinge
ancora d'azzurro

Manuel Lazzari in azione con la Spal: l'esterno è di Trissino
Manuel Lazzari in azione con la Spal: l'esterno è di Trissino
Marta Benedetti04.09.2018

Da Christian Maggio a Manuel Lazzari. Da Montecchio Maggiore a Trissino. Una manciata di chilometri e un sogno che si avvera. Il "motorino" di mister Leonardo Semplici è stato convocato in nazionale. Per la prima volta il vicentino Manuel vestirà l'azzurro. Figura tra i 31 giocatori convocati dal c.t. Roberto Mancini per gli impegni di Nations League contro la Polonia e il Portogallo. La notizia è arrivata a poche ore dalla partita di Torino dove la Spal, la squadra in cui milita Lazzari, è scesa in campo forte dei 6 punti maturati grazie alla doppia vittoria nei derby col Bologna e il Parma.

 

STAFFETTA. Vicenza è tornata protagonista. Ed era ora. Maggio è stato l'ultimo calciatore vicentino a vestire la maglia azzurra. Oggi ha 36 anni. Bandiera del Napoli, oggi è un giocatore del Benevento. L'ex biancorosso ha disputato in nazionale 34 partite, dal 2008 al 2014. La soddisfazione maggiore? Il secondo posto all'Europeo del 2012. Il ruolo di Lazzari è praticamente lo stesso. Sulla fascia destra Maggio ha fatto sfracelli, si è ritagliato un ruolo importante soprattutto nelle dieci stagioni vissute a Napoli, di cui è stato il capitano. E adesso tocca a Manuel. È lui il nuovo che avanza.

 

SORPRESA A METÀ. La convocazione del ventiquattrenne Lazzari non colpisce più di tanto. Il laterale destro della Spal è stato l'autore di una scalata irresistibile dalle serie minori alla nazionale. Per completezza di informazione, le "novità" targate Mancio, oltre a Lazzari, comprendono la chiamata del portiere del Cagliari Cragno, del "viola" Biraghi, del giovane giallorosso Zaniolo, dell'ex genoano Pellegri; da annotare il passaggio di Barella dall'under 21 alla nazionale maggiore."Manu", come lo chiamano tutti a Ferrara, dalla giovane tifosa al pensionato più accanito, è un ex sconosciuto. La sua è una favola: insegna che dai piani bassi è possibile salire. E in un calcio schizofrenico in cui i procuratori si danno da fare per portare un giocatore dove conviene di più (ad entrambi), Lazzari è la dimostrazione che qualcuno è ancora capace di legarsi ad una maglia e tenersela stretta. Con la Spal ha vissuto dolori e gioie. Grazie agli estensi ora potrà vestire la maglia azzurra.

 

LA STORIA. A Montecchio in serie D (stagione 2010-2011) lo ricordano bene. Manuel era rapidissimo. Saliva con la naturalezza del veterano. Spingeva e difendeva. Non è un armadio. Ma già allora (aveva 17 anni) aveva il controllo del corpo, il senso della posizione. E anche l'istinto del gol. Preferibilmente, però, serviva i compagni. Sapeva leggere il gioco. A Montecchio è rimasto giusto una stagione, prima di passare al Delta Porto Tolle. Quando approdò alla Giacomense era un fuscello che correva come un Bolt bianco, ma aveva i piedi un po' così. Sulla fascia volava, non sempre riusciva a indovinare l'ultimo passaggio. Col tempo è migliorato eccome. Non è un caso se Mancini l'ha convocato.La storia di Lazzari, comunque, è irta di difficoltà. Nel 2013 la Giacomense ha acquisito il titolo della Spal; in panchina è approdato Leonardo Rossi, un allenatore fedelissimo al 4-4-2. Sulla fascia ha sempre preferito Jurgen Pandiani. La svolta è arrivata a metà stagione. Rossi ha perso il posto e a Ferrara è stato chiamato Massimo Gadda per la guida tecnica. Dal 4-4-2 al 3-5-2. Ecco la svolta. Lazzari ha cominciato a scoprire le proprie carte: corsa, dribbling, cross. Con l'arrivo del tecnico Oscar Brevi nel 2014, un'altra, nuova parentesi: Lazzari ha giocato a strappi. La Spal ha annaspato in Lega Pro. Brevi è stato esonerato, al suo posto ecco Leonardo Semplici. Ed è cominciata la rivoluzione. Trascinata da Semplici, la Spal ha compiuto la scalata dalla Lega Pro alla serie A. E in tutto questo Lazzari non è stato certo a guardare. Titolare fisso in Lega Pro, serie B e A. L'anno scorso ha segnato due gol. Ha un futuro tutto da scrivere. Fino a poco tempo fa era smarrito tra i nebbioni del Delta, adesso si ritrova in tasca il sogno azzurro. Da vivere al meglio. Con l'obiettivo di farlo durare a lungo.