Tante novità da digerire Alla rifondazione arancione mancano i voti dell’Europa

Al Beretta non sono bastati i 10 punti di Gemelos. STELLA-CISCATO
Al Beretta non sono bastati i 10 punti di Gemelos. STELLA-CISCATO
Nicolò Dalle Molle 03.11.2018

Trust the process. Credi nel processo. È il motto coniato dai Piladelphia 76ers che nel 2013 decisero di dare inizio a un nuovo ciclo della propria squadra. A Schio la scelta non è stata così radicale - anche perché i contesti sono totalmente diversi - ma, volenti o nolenti, a maggio 2018 si è chiusa un’era e a settembre ne è iniziata una nuova. Gli obiettivi sono gli stessi di sempre - dominare in Italia e cercare di affermarsi in Europa - ma i tempi e i modi sono cambiati. Il Famila 4.0 è una squadra giovane, di talento ma con scarsa esperienza internazionale. Giovedì contro Praga è arrivata una sconfitta pesante (50-69), la seconda consecutiva in Eurolega. Difficile per i tifosi digerire un risultato così dopo le ultime stagioni europee giocate ad alti standard. Abbiamo analizzato questo difficile inizio di stagione con Piero Zanella, vice allenatore del Famila. «Ai nostri fan mi sento di dire “trust the process”: abbiamo un roster completamente rinnovato e che si è radunato al completo tardi. È difficile per noi essere al top a inizio novembre ma abbiamo una buona squadra. Perdere in trasferta al debutto e in casa contro Praga sarebbe potuto capitare anche con l’organico dell’anno scorso». Vincere aiuta a vincere ma dalle sconfitte è sempre possibile ottenere insegnamenti importanti. Così queste prime 2 partite di Eurolega si riveleranno preziose nel percorso di crescita del Beretta. «Sono state 2 sfide ricche di spunti interessanti - prosegue Zanella - sia per noi staff tecnico, sia per le ragazze debuttanti. Sono convinto che stiano capendo il livello di questa competizione e, in base a questo, possano adattare il modo in cui si allenano e giocano in campionato». Effettivamente le differenze tra il Famila del campionato e il Beretta dell’Eurolega sono tante. Schio sembra giocare a 2 velocità e con una confidenza diversa in base al contesto. «Le nostre giocatrici, soprattutto le italiane, conoscono bene le avversarie che incontrano in campionato e questo permette loro di giocare con maggiore fiducia. In Europa stanno incontrando squadre e filosofie di pallacanestro completamente diverse a cui devono ancora abituarsi». E adesso i pensieri tornano al campionato. Per la squadra guidata da Vincent è alle porte una gara di cartello. Domani infatti, con inizio fissato per le 19, le arancioni giocheranno a Schio l’atteso derby contro l’Umana Venezia. • © RIPRODUZIONE RISERVATA