Mascia tra sorrisi e lacrime «Macchi mi ha commosso»

La grinta di Raffaella Masciadri, che ha dato l’addio all’azzurro
La grinta di Raffaella Masciadri, che ha dato l’addio all’azzurro
Marta Benedetti 24.11.2018

Marta Benedetti SCHIO Gli occhi erano lucidi mercoledì, prima e dopo la sua ultima partita, quella contro la Svezia che ha sancito la qualificazione dell’Italbasket femminile agli Europei. Ieri gli occhi di Raffaella Masciadri, a tu per tu nella sala Antonio Cestaro del PalaRomare di Schio, lo erano un po’ meno. Limpidi. E consapevoli. «Non è stato facile lasciare la Nazionale dopo 17 anni e 192 presenze – afferma la 38enne bandiera del Famila, una laurea in legge, presidente della commissione nazionale atleti del Coni – ma avevo preso questa decisione tempo fa, con serenità. Mi sono goduta ogni istante». “Mascia” non indosserà più la maglia azzurra (mentre quella del Famila sì, ancora per un po’) ma probabilmente resterà vicina alla Nazionale, con un ruolo da stabilire. Masciadri, come ha vissuto il suo addio alla Nazionale e le giornate che l'hanno preceduto? Sono stata festeggiata dalle mie compagne già all’inizio del raduno. Ogni giorno è stata una piccola festa. Ho ricevuto molti attestati di affetto dalle compagne, dalla federazione, dal mondo dello sport. E mi sono veramente goduta ogni momento, senza tristezza. Perché bisogna saper dire basta e passare il testimone. Però avrebbe sicuramente preferito lasciare giocando almeno qualche minuto. Non aver giocato contro la Svezia mi è dispiaciuto. Chiudere la mia carriera in azzurro calcando anche solo per pochi secondi il parquet mi avrebbe fatto piacere. C’è un messaggio, tra quelli ricevuto, che porterà nel cuore? Quello più toccante me l’ha mandato Chicca (Macchi). Ero sicura che mi avrebbe dedicato un pensiero nel giorno del mio addio alla Nazionale. La nostra carriera è andata di pari passo, sarebbe stato bello che la fine della nostra storia azzurra fosse coincisa. Quel che ci siamo scritte, però, preferisco tenermelo dentro. Anche la lettera di Giorgia Sottana è stata una gradita sorpresa. Qualche rimpianto? Ho dato e ho ricevuto moltissimo dalla Nazionale. Ripensandoci, avrei potuto giocare un terzo anno in America e sarebbe stato probabilmente quello giusto per me, ma quell'estate sono rimasta in Italia per un torneo ed è stato giusto così. Una medaglia importante con la maglia azzurra mi sarebbe piaciuto prenderla, così come disputare il Mondiale. Il c.t. a cui è rimasta più legata? Corno è stato il primo, già mi aveva fatto esordire in A a 16 a Como. Capobianco mi ha dato molto assieme al suo assistente Bocchino: da leader in campo mi hanno aiutata ad esserlo anche fuori. • © RIPRODUZIONE RISERVATA