Club Dogu
Il Beretta non trova
la musica giusta

Il Beretta Famila Schio ha cominciato male la sua avventura europea
Il Beretta Famila Schio ha cominciato male la sua avventura europea
Andrea Mason12.10.2017

ISTANBUL. Ci sono tre ponti che uniscono la sponda europea di Istanbul a quella asiatica. Basta passarne uno e sei dall’altra parte. E, metaforicamente, vinci. Facile? Macché. Il Beretta, al debutto stagionale in Eurolega contro la matricola Yakin Dogu (ma che matricola...!) sceglie invece la strada più complicata (67-64 il finale) e infila il tunnel che passa sotto il Bosforo partendo giusto all’altezza del mitico Topkapi. Il problema è che ci si infila in malo modo e non ne esce più. Impantanandosi sulla concretezza dello Yakin. Non bello ma accorto tanto da non sbagliare nulla. Bravo a non smarrirsi sul primo e importante vantaggio del Beretta (+10) e nemmeno quando Schio nel finale si arrampica sul -1. Già. Due tempi (i primi) a Schio, poi tanto Yakin che pesca l’abbrivio vincente nel terzo quarto. Quando piazza un break di 8-0 senza concedere alle arancioni di segnare per oltre 4 minuti. La svolta. È una sbandata che fa male. Aggravata dalle mani calde di McBride (20 punti e 4 triple) e da una serata poco incisiva del tandem Yacoubou-Miyem (8 punti ciascuna). Nemmeno Zanda fa la differenza in 20’ giocati: 5 punti con un 2/7 dal campo.

E dire che il Beretta alla fine ce l’aveva fatta. Jolene Anderson, alla fine la migliore e più combattiva tra le arancioni (18 punti e 7/18 dal campo) era riuscita a presentarsi in campo. Ieri mattina è salita sul primo volo per Istanbul, nonostante la compagnia aerea la sconsigliasse di partire. Luce verde nel frattempo dalla Turchia. Visto concesso e subito la volata, prima in hotel, poi sul parquet dello Yakin Dogu, sponda asiatica di Istanbul, quartiere chic dai tratti occidentali.

La gara, allora. Schio bello in avvio. Mette la freccia: 4-0, 7-2. Dall’altra parte le matricole ma campionesse di Eurocup lanciano Hollingsworth (ricordate? Macchi le deve una mandibola dal recente Europeo), Vandersloot, McBride, Caglar ed Eldebrink. Il primo problema è che Schio si carica di falli (4-0 dopo 6’). Il +10 (18-8) porta la firma della regina della Wnba, Zandalasini, precisa la sua tripla a 1’45“ dalla prima sirena. Per l’“americana“ cinque punti di fila (20-10) e prima sirena che arriva sul 20-13 per Schio.

Il tempo di un sorso d’acqua e la partita si scalda. Yakin Doku si fa sotto e cuce lo svantaggio: -5 in 2’, -4 a 6’12 (26-22; libero di Eldebrink). Schio paga in parte il peso di Hollingsworth sotto canestro e tre minuti di aridità offensiva. Poi Dotto, stoppata al tiro, è costretta a bordocampo un po’ malconcia. È un momentaccio per il Beretta. A metà gara l’equilibrio è perfetto: 33-33 (9 punti di Anderson, 10 per McBride, ma appena due liberi, contro undici, concessi alle arancioni in 20’).

La ripartenza pesca un Beretta che prova a distendersi, ma le turche non mollano. Il sorpasso arriva a 6’55“ (36-35, Eldenbrink). Il black out arancione termina dopo 4’30“ e il disastro è confezionato. Il canestro di Anderson è tardivo e non basta a scuotere il gruppo che becca la tripla di McBride (la terza) e scivola sul filo del -10 (37-45). Adesso sì Schio si scuote. E torna a graffiare con Dotto, Lisec e la tripla di Masciadri che vale il -5 (44-49) alla terza sirena.

La volata è subito accesa da Anderson dalla lunetta (tecnico a McBride), la seconda tripla di Tagliamento vale il -3 (48-51 a 8-13“), Lisec dalla lunetta purtroppo fa 0/2, Yacobou invece non sbaglia (50-53). La zona di Schio spiazza le turche mentre Yacoubou spara in perfetta solitudine il quarto punto di fila che vale il -1 (52-53 a 5’26“). Niente da fare: Eldenbrick da tre e McBride rispondono con un 5-0 (a 4’29“) che chiude i conti. Anderson colpisce ancora da tre (61-64) ma ancora McBride risponde dalla stessa distanza quando mancano 65 secondi alla fine (67-61). È troppo. La luce arriva troppo tardi.

Condividi la notizia