Tour du Limousin Canola è d’argento «Sono amareggiato»

Marco Canola in azione, manca ancora la vittoria per il vicentino
Marco Canola in azione, manca ancora la vittoria per il vicentino
Eros Maccioni 19.08.2018

È un Marco Canola double face, lo richiedono le circostanze. Un rapido cambio di maglia ed è passato da gregario e capitano, da preziosa spalla nell’Italia stellare che ha vinto l’Europeo a punta indiscussa della Nippo Fantini. A Glasgow è andata proprio bene. La medaglia d’oro di Matteo Trentin nella prova in linea dei professionisti è stata forgiata anche con il sudore del vicentino, incaricato dal c.t. Cassani di controllare la gara assieme ai compagni Puccio e Ballerini. La corsa poi ha preso una piega inattesa e particolarmente favorevole agli azzurri, con la fuga intermedia che si rivela definitiva, i grandi nomi tagliati fuori e l’Italia che prende in mano il comando grazie a Trentin e Cimolai. «Matteo Trentin mi ha regalato una delle emozioni più belle che ho mai provato da quando corro in bicicletta – ha commentato Canola -. Tutti i miei compagni sono stati super. Si vince da squadra, tutti uniti, con umiltà ed onestà, ognuno fa il suo, tutti per uno e uno per tutti. Siamo stati un’Italia stratosferica, l’emozione che abbiamo provato in questo successo solo noi lo potremo sapere! Grazie compagni, grazie delle lacrime di gioia. Sempre pronto per questa maglia, per sempre fedele a questa bandiera». Un vero e proprio atto di fede. Se a Cassani serviva una prova pratica di quanto Canola sappia onorare la maglia azzurra, l’ha avuta. Sicuramente ne terrà conto in futuro. L’europeo di Glasgow ha dato a Marco Canola una grande gioia, ma ora deve pensare per sé. Dopo i sei successi del 2017, quest’anno la vittoria personale continua a sgusciargli via. Finora i suoi piazzamenti sono quindici, con sei podi e ben quattro secondi posti. L’ultimo di questi è arrivato nella seconda tappa del Tour du Limousin, in Francia. Il leader della Nippo Vini Fantini ha ottenuto la seconda piazza nel traguardo in cui ha esultato l’italiano Wackermann della Bardiani, portandosi a un solo secondo di distacco in classifica generale dal campione nazionale francese Anthony Roux. Canola ha regolato in volata il gruppo degli inseguitori del fuggitivo. «Sono amareggiato perché stavo davvero bene – ha raccontato -. Preferisco sempre perdere sulla linea del traguardo piuttosto che per una fuga, che forse si sarebbe potuta riprendere con più collaborazione tra le squadre. La tappa è stata selettiva, nel finale ho dato il massimo per riprendere almeno due dei tre attaccanti e sono riuscito ad ottenere il secondo posto. Ringrazio la squadra, abbiamo lavorato bene». Marco Canola è professionista dal 2012. Nell’anno del debutto ha vinto una tappa al Giro di Malesia con la Colnago Csf. Nel 2014, in maglia Bardiani, ha vinto una tappa al Giro d’Italia, il successo più importante della sua carriera. Dopo due stagioni trascorse senza acuti alla statunitense Unitedhealthcare, nel 2017 è approdato alla Nippo Fantini, vincendo la Volta Limburg, tre tappe al Tour of Japan, una tappa al Tour of Utah e la Japan Cup. • © RIPRODUZIONE RISERVATA