Brambilla ci riprova e... Vuelta pagina Obiettivo vittoria

Gianluca Brambilla alla Vuelta ha sempre fatto parlare di sèAndrea Marangoni
Gianluca Brambilla alla Vuelta ha sempre fatto parlare di sèAndrea Marangoni
Eros Maccioni 25.08.2018

La 73a edizione della Vuelta a España inizia a Malaga, nel profondo Sud della penisola iberica, e si concluderà il 16 settembre a Madrid: cinque tappe di montagna, due cronometro, due giorni di riposo. La Trek-Segafredo schiera l’unico vicentino della start list, Gianluca Brambilla, uno che in Spagna ha lasciato il segno. Il terzo grande giro della stagione è un banco di prova molto importante per il bassanese, da qualche tempo trasferitosi a Montecarlo. È al suo primo anno con la Trek-Segafredo, una squadra World Tour che ha investito molto in lui in chiave Giro d’Italia. Brambilla ci è arrivato portandosi addosso i postumi di una polmonite di primavera e non ha brillato. Ma le aspettative restano, e sono molte. Acciacchi o no la condizione non è quella del magico 2016, l’anno in cui Brambilla, allora alla Quick Step, vinse una tappa al Giro e una alla Vuelta. L’uomo di punta per la classifica è dunque Bauke Mollema, al quale Brambilla e Felline dovranno dare ausilio nelle tappe più impegnative. Gli altri convocati sono Markel Irizar, Giacomo Nizzolo, Matthias Brändle, Nicola Conci and Kiel Reijnen. Brambilla ha licenza di cercare fortuna nelle fughe. Anzi, gli verrà chiesto espressamente di farlo. E’ stato proprio andando all’attacco che due anni fa fece saltare il banco, costruendo un capolavoro tattico passato fra gli aneddoti più gustosi della storia recente della Vuelta. Nella tappa che terminava sulle alture di Aramon Formigal scattò all’abbassarsi dello start, con lui Quintana, Contador e un’altra dozzina di corridori. Froome e altri top riders si fecero sorprendere, alla fine un terzo del gruppo finì fuori tempo massimo, salvo appellarsi alla clemenza della giuria e tornare in corsa. Nel finale di quella tappa Brambilla diventò un gigante. Quintana, allora il re degli scalatori, fece di tutto per staccarlo ma il vicentino non solo non perse un solo metro, ma castigò sonoramente l’illustre colombiano allo sprint. Anche due anni prima i riflettori della Vuelta si erano accesi su Gianluca Brambilla, ma per tutt’altro motivo. Era in fuga con un gruppetto di corridori, tra i quali il russo Ivan Rovny della Saxo-Tinkoff, che per non far torto al capitano Contador. Brambilla ha avuto da ridire sul comportamento di Rovny, finché tra i due si è passati dalle parole alle mani. Le telecamere hanno documentato gli scambi di box fra i due fuggitivi e entrambi sono stati estromessi dalla corsa. Ma oggi è un’altra storia. •