Battaglin divorzia: nel 2019 andrà con Katusha

L’ultima vittoria di Enrico Battaglin al Giro d’Italia 2018 sul traguardo siciliano di Santa Ninfa
L’ultima vittoria di Enrico Battaglin al Giro d’Italia 2018 sul traguardo siciliano di Santa Ninfa
Eros Maccioni 03.09.2018

Nuova maglia e nuove ambizioni per Enrico Battaglin, il vicentino attualmente più quotato nel ciclismo professionistico. Dopo tre anni trascorsi all’olandese Team LottoNl-Jumbo, il ventottenne di Molvena approderà nel 2019 alla Katusha Alpecin, un team nato in Russia ma che attualmente ha sede a Ginevra. Battaglin e la Katusha Alpecin hanno raggiunto un accordo per i prossimi due anni. A perfezionare l’operazione è stato Moreno Nicoletti, il manager vicentino che, oltre a Battaglin, è procuratore di ciclisti del calibro di Maximiliano Richeze, Jakob Fuglsang, Gianluca Brambilla, Alexey Lutsenko, Manuele Boaro e molti altri. «Sono felice, anzi, entusiasta – commenta Battaglin -. Per me è una grande opportunità. Non ho assolutamente nulla da recriminare rispetto alla mia squadra attuale, anzi, ma credo che la Katusha Alpecin possa darmi l’opportunità di fare un passo in avanti nella mia carriera. Voglio fare più di quanto sono riuscito a fare finora. In futuro avrò più possibilità e farò di tutto per non deludere. La Katusha Alpecin mi ha voluto fortemente e questo, ovviamente, mi dà molti stimoli. Cercherò di dare il meglio di me nelle classiche delle Ardenne e, naturalmente, mi piacerebbe continuare a vincere le tappe nei grandi Giri. Non vedo l’ora di mettermi alla prova in questa nuova squadra, che è una vera multinazionale». Anche la Quick Step Floors era interessata a Battaglin, ma la scelta è caduta sul team in cui oggi militano Kittel e Zakarin. «Sono convinto che questa sia la squadra giusta per Enrico, quella che riuscirà a valorizzare le sue vere qualità – afferma il suo manager Moreno Nicoletti -. L’interessamento della Katusha Alpecin era iniziato prima che arrivasse la vittoria alla tappa al Giro d’Italia. Enrico avrà la squadra al suo fianco in corse come Amstel, Freccia Vallone e Liegi. Nelle corse a tappe sarà a disposizione del capitano designato per la classifica, ma nelle tappe più adatte alle sue caratteristiche si correrà per Battaglin». È un Enrico Battaglin che vuole rinascere, trovare cittadinanza stabile in una dimensione vincente che in questi anni, per varie ragioni, ha bazzicato a fasi alterne. Anche se un po’ diluiti nel tempo, i risultati di cui è stato capace sono di grande spessore. Ha vinto poco, ma ha vinto bene. Il suo ingresso nel professionismo è avvenuto con le stimmate del fenomeno. Correva da under 23 con la Zalf e nel finale della stagione 2011, precettato come stagista dalla Colnago Csf, mise tutti in fila nella Coppa Sabatini. La consacrazione avvenne al Giro d’Italia del 2013. Nella tappa con arrivo a Serra San Bruno ingranò una marcia che gli altri non avevano e batté in volata un gruppo affollato di pezzi grossi. Qualche giorno dopo, nella tappa di Pescara, fu secondo. Nel 2014 un’altra zampata, sempre al Giro. Quella volta si arrivava a Oropa. Nella salita tenne a bada i compagni di fuga e li fulminò senza appello allo sprint. Passato dalla Bardiani alla LottoNl-Jumbo, dunque al ciclismo World Tour, Battaglin ha potuto cimentarsi nelle corse più importanti del ciclismo internazionale, ma senza brillare. Almeno fino al maggio scorso, quando ha spezzato l’incantesimo - e le catene di uomo-squadra - andando a conquistare il terzo successo al Giro d’Italia della sua carriera. Durante la quinta giornata di gara, nel finale della Agrigento-Santa Ninfa, s’è visto il “Batta” dei bei tempi. Il copione ha funzionato alla perfezione: in un arrivo in salita proibito ai velocisti puri nessuno è stato in grado di contrastare la sua potenza, che ha poco da invidiare a quella degli sprinter. Ora il passaggio al nuovo team, con nuovi stimoli e un ruolo da protagonista nelle corse a lui più congeniali. • © RIPRODUZIONE RISERVATA