Astico-Brenta, terra Colpack: tocca a Baldaccini

L’arrivo solitario del bargamasco Davide Baldaccini (Team Colpack): sua l’Astico-Brenta. STUDIO STELLAIl vincitore Davide BaldacciniIl gruppo in piazza a BreganzeLa partenza da Maragnole
L’arrivo solitario del bargamasco Davide Baldaccini (Team Colpack): sua l’Astico-Brenta. STUDIO STELLAIl vincitore Davide BaldacciniIl gruppo in piazza a BreganzeLa partenza da Maragnole
Eros Maccioni 09.09.2018

Eros Maccioni MARAGNOLE DI BREGANZE Tutto come un anno fa: un corridore solo al comando, la sua maglia è quella della Colpack. Il vincitore della 93ª Astico-Brenta si chiama Davide Baldaccini, ha vent’anni e viene da San Giovanni Bianco, in provincia di Bergamo. Non è uno dei nomi più noti della Colpack, ma ha fatto un numero da primo della classe. Quando vinci una corsa di quasi 200 chilometri con tutti quei “muri” nel finale nessuno può tirare in ballo la fortuna. L’anno scorso la Colpack aveva fatto decollare a 40 chilometri dall’arrivo il marchigiano Carboni, questa volta ha replicato il copione con Baldaccini. Il giovane bergamasco ha atteso l’ultima salita, quella di San Giorgio di Perlena, per liberarsi degli altri tre attaccanti con cui viaggiava in anticipo di mezzo minuto sul gruppo. «Se mi fosse andata male e mi avessero ripreso, noi della Colpack avremmo potuto contare anche su Verza, quindi ho deciso di provare, anche perché sentivo di avere una gran gamba – ha raccontato Baldaccini - È stata la scelta giusta: il vantaggio che ho guadagnato in salita mi ha consentito di arrivare fino al traguardo senza troppi problemi». Per l’esattezza, l’ha tagliato con 50 secondi di vantaggio. Oltre a Verza, che naturalmente copriva le spalle al suo compagno, facevano parte del quartetto Gianmarco Caresia della Cattoli ed Enzo Faloci, della squadra francese AVC Aix En Provence. Le loro forze erano al lumicino, quando hanno visto che Baldaccini si faceva piccolo piccolo all’orizzonte hanno pensato solo ad assicurarsi un buon piazzamento. La 93ª Astico-Brenta ha radunato a Maragnole 65 corridori. Pochini. Una corsa con questo blasone ne merita un centinaio di più. La concomitanza con il Giro del Friuli, naturalmente, non ha giovato affatto. Emanuele Favero del Cyberteam e il bassanese Riccardo Tosin della Work Servide Videa hanno mosso le acque per primi. Altri corridori sono usciti dal gruppo e in testa s’è formato un drappello, composto prima da undici atleti e poi da otto: Oldani e Romano della Colpack, Pietrobon e Ferri della Zalf, Burocchi della Biotraining, Bedeschi e Tosin della Work Service, Favero del Cyberteam. Fra loro e il gruppo un minuto e mezzo. La Zalf non si sentiva al sicuro, allora Gianni Faresin ha messo i suoi a tirare per annullare la fuga. Presi gli otto, il gruppo residuo era composto da 22 atleti. La quiete è durata ben poco. Verza ha allungato, Caresia l’ha inseguito, Baldaccini e Faloci si sono agganciati a loro volta. L’ultima salita ha decretato che il più fresco era Baldaccini. In volata Verza non ha fatto complimenti a Faloci e s’è preso l’argento. La Colpack alla fine ha incassato il primo, il secondo, il quarto e il quinto posto. Nella volata degli inseguitori una caduta ha visto coinvolti i vicentini Nicolas Dalla Valle (Colpack) ed Edoardo Faresin (Zalf). Per entrambi solo qualche botta. Per Davide Baldaccini è la seconda vittoria dell’anno dopo Montanino Reggello, in aprile. Ora punta al piccolo Giro di Lombardia. Parlare di professionismo è prematuro, ma forse ora un po’ meno. «Finora nessuno mi ha cercato, anche perché al Giro d’Italia sono stato male e non sono riuscito a mettermi in luce. Adesso, con l’Astico-Brenta nel palmarès, qualcosa potrebbe cambiare». • © RIPRODUZIONE RISERVATA