Che disastro questi arbitri E non è solo colpa del Var

31.12.2019

Nell'ultima giornata dell'anno solare e del girone d'andata, l'uso del Var è diventato un abuso con una serie di intromissioni inspiegabili. E tutto per la mancanza di personalità degli arbitri che non si fidano più di se stessi e si rifugiano nella tecnologia trasformatasi in una badante irritante. La moviola funziona benissimo sui fuorigioco (vedi lo spettacolare gol di Saponara annullato per un offside di rientro nel finale di Juve-Samp) e sul gioco duro, ma non può sostituirsi agli arbitri alle prese con i falli di mano. In attesa che l'Ifab riduca il criterio di discrezionalità nella riunione del prossimo marzo, la confusione è sovrana. Gli esempi di maggior rilievo si sono verificati alla Allianz Arena e a Marassi. L'arbitro Valeri, sempre ricorrendo al Var Maresca, ha concesso due rigori generosi per non dire inesistenti nel match di Torino, uno per parte: prima ai doriani (mani di Emre Can), poi ai bianconeri (mani di Ferrari). Da rigore, invece, l'intervento di Veloso che, in Genoa-Fiorentina, ha intercettato il cross di Chiesa con il braccio staccato dal corpo. Rigore? Macché. L'arbitro Massa non l'ha concesso perché c'era stata prima una carambola su piede. Vi raccomandiamo poi quanto è successo all'Olimpico dove l'arbitro Irrati, fuori forma, mettiamola così, ha punito una spintarella di Marusic a Belotti mentre ha sorvolato su uno spintone di Meitè ai danni di Acerbi. Per non parlare della mancata espulsione di Izzo che, già ammonito, ha sbarrato la strada a Correa senza preoccuparsi del pallone. Inutile mettere in mezzo il Var, a sbagliare è stato l'arbitro. E le colpe dei figli ricadono sui padri, vale a dire Rizzoli che mostra qualche crepa come allenatore della sua squadra, priva di autostima, infastidita dalle contestazioni di presidenti e allenatori, soffocata dalle raccomandazioni sull'uso della tecnologia. Con l'intervento del Var, la Juventus ha battuto la bella Sampdoria di Giampaolo e ha chiuso il girone d'andata a quota 53 con 17 vittorie e 2 pareggi. Numeri da record. Ma il risultato è bugiardo perché i doriani avrebbero meritato il pareggio (e l'avevano raggiunto con Saponara) per il sistema di gioco con cui hanno messo paura alla capolista. A differenza di quanto s'era visto nella prima parte della stagione, questa Juve è diventa CR7 dipendente: lo raccontano gli ultimi tre centri del portoghese che ha evitato la sconfitta a Bergamo e firmato la vittoria di Marassi. Dietro è cambiato poco. Le inseguitrici hanno vinto tutte, a parte la Lazio fermata sul pari dal Torino: il Napoli ha battuto all'ultimo respiro il migliore Bologna della stagione, l'Inter s'è affermata di misura a Empoli con una rete di Keità, il Milan è tornato al successo con una rete di Higuain che non segnava da 9 partite, la Roma ha steso il Parma in trasferta. In 4 punti ci sono 5 squadre a contendersi l'ultimo passaporto per l'Europa che vale una cinquantina di milioni. In copertina tanti goleador. Ilicic ha segnato le ultime 3 reti della vittoria tennistica dell'Atalanta, e ci chiediamo come abbia fatto la Fiorentina a privarsi d'un giocatore così talentuoso. Poi Duncan, di professione centrocampista, autore d'una doppietta, e Keita, il più pericoloso dei nerazzurri. Quindi Higuain, risorto dopo il rigore sbagliato con la Juventus, e Quagliarella che sta segnando da 9 partite consecutive. Caro Mancini, è ora di riportarlo in Nazionale, lo merita. Buon anno.