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Tezze Brenta-Bassano, la seconda volta

Vincenzo Pittureri 06.09.2018

Vincenzo Pittureri BASSANO Tezze-Bassano, derbino che domenica diventa automaticamente derbissimo, anche se sotto le insegne pallide e sbiadite della Prima Categoria, ha già vissuto un succoso precedente nella primavera di 17 anni fa, nelle più nobili zolle della serie D. Era il 2001, mancava un mese al termine del campionato ed entrambe se la passavano malissimo nella palude della coda. Solo che per il Tezze era anche capibile, nella parte della neopromossa, un po' meno per il Bassano che già allora vestiva Diesel. Eppure quella annata era nata sotto pessimi auspici per i giallorossi: nell'estate del 2000, alla vigilia della quinta stagione virtussina, Renzo Rosso era sul punto di disamorarsi della sua creatura, aveva stanziato un budget di minima dopo tanti investimenti sontuosi che avevano prodotto posizioni di vertice ma mai l'agognato balzo in C e il risultato era una squadra obiettivamente sgangherata. Meno male, già a giugno del 2001 RR tornò munifico e stavolta pronto a stilare un programma di crescita graduale: si affidò a Luca Gotti in panchina e ad Alberto Briaschi come diesse e lì, progressivamente, con una politica societaria comunque più logica e razionale, cominciò la scalata verso il professionismo. Ma in quella stagione disgraziata di Tezze-Bassano, no. Lì c'era un Renzo Rosso da riconquistare (allo stadio non ci andava manco più) e una salvezza da agguantare a tutti i costi. E pure il solido Tezze, affidato a Roberto Bizzotto, aveva stretta necessità di portare a casa la buccia. E in questo clima da tregenda, l'impianto tedaroto era stracolmo quella domenica di pieno aprile, quasi 1.100 paganti e tutti pigiati nella tribuna sotto il campanile. Per un tempo non accade un fico secco, troppa la paura di perdere. Nella ripresa invece il Tezze si catapulta, Bassano se ne sta in buca, aggrappato al suo leader Christian Grego (e al portiere Fabio Marchioro, non un pincopalla qualunque) a scavare trincee. Il Tezze non passa, Bassano tra mille spaghi e tremori arraffa il salvifico 0-0. Alla fine i tifosi rossoblù spernacchiano simpaticamente quelli del Bassano, autore nei secondi 45' di un memorabile catenaccio che neanche Rocco. E i fan giallorossi, quasi si vergognano di quel pareggiaccio artigliato senza gloria nella casa dei cuginetti meno illustri e sfilano a testa bassa. Nel mesto post partita la dirigenza del Soccer Team allestisce in fretta e furia un goffo silenzio stampa, casualmente violato da chi scrive già al parcheggio dietro lo stadio dove il centravanti campano Raimondo Acampora, giunto a gennaio dalla Casertana dietro ricco contratto, ma senza mai colpo ferire, ignaro di tutto svela i misfatti al cronista che naturalmente riporta per filo e per segno sulle colonne del GdV. Quel punto miserrimo però si rivelò preziosissimo un mese più tardi, quando l'undici guidato da Ennio Gazzetta lo corroborò con una balsamica vittoria all'ultimo giro intascando la sospirata salvezza. Mentre il Tezze slittò allo spareggio col Portogruaro che sancì il crollo in Eccellenza. Ora, oltre 17 anni più tardi, Tezze e Bassano ancora di fronte tre gradini più sotto eppure di nuovo coi fari puntati addosso. Ci sarà il pienone anche domenica, perchè il match intriga a prescindere, ma stavolta niente 90 minuti sul filo del rasoio perchè alla giornata numero uno la pancia è sempre piena ed è presto, prestissimo per farsi consumare dall'ansia. •