Ferronato-Feltrin, sfida amarcord L’allievo ritrova il maestro in Coppa

Alessandro Ferronato, tecnico del Cartigliano, ritrova il suo allenatore che guida  il MontebellunaFeltrin quando allenava il  Sarego
Alessandro Ferronato, tecnico del Cartigliano, ritrova il suo allenatore che guida il MontebellunaFeltrin quando allenava il Sarego
Alex Iuliano 24.08.2018

C’è un proverbio cinese che recita così: il maestro indica la direzione, ma i passi li deve fare l’alunno. In questa storia l’alunno di strada ne ha fatta tanta e un po' del merito va proprio a quel maestro che, una trentina d’anni fa, gli aveva mostrato la via. Stiamo parlando di Francesco Feltrin, storico allenatore con un passato glorioso anche nel calcio vicentino che adesso siede sulla panchina del Montebelluna, e di Alessandro Ferronato, guida tecnica del Cartigliano e discepolo di «mister Checco» sia con la maglia dell’Este che con quella del Montebelluna. Il calendario di Coppa Italia ha strizzato l’occhio alla nostalgia proponendo alla prima giornata uno scontro dal sapore amarcord fra le due squadre, che si affronteranno domenica alle ore 16 in casa dei trevigiani. Quel che è certo è che non ci sarà la classica stretta di mano fra i due allenatori, ma un sano e sincero abbraccio. «Se si parla del rapporto fra me ed Alessandro – racconta Feltrin – allora devo ammettere, con grande soddisfazione, che la nostra storia è il classico esempio di allievo che supera il maestro. Ho avuto la fortuna di allenare Ferronato in due momenti della sua carriera e ci siamo tolti delle bellissime soddisfazioni vincendo il campionato con gli Allievi del Montebelluna ed arrivando secondi in Serie D con l’Este. Quell’anno lui fece 13 gol, ma la vera dote di Alessandro era la leadership in campo. Già a 16 anni era un “signore” sull’erba e nello spogliatoio, i compagni pendevano dalle sue labbra e più di una volta mi sono ritrovato a pensare che potevo addirittura fare a meno di sedermi in panchina perché in campo c’era lui». Ricordi che dal rettangolo di gioco si spostano alla vita privata, contrassegnata in quel periodo da un grave lutto che colpì l’attuale allenatore del Cartigliano. «Nonostante la sofferenza ed il dolore – prosegue Francesco Feltrin – Alessandro è sempre stato un professionista esemplare. Il suo dolore lo avvertivamo tutti in squadra, ma lui aveva una dignità impeccabile. Affrontarlo domenica sarà molto particolare, sicuramente verranno a galla un po' di sentimentalismi, ma per novanta minuti saremo avversari». Il legame fra i due è forte e lo si capisce anche parlando con l’ex allievo, oggi punto di riferimento della società biancazzurra di via Lungo Brenta. «Per me Francesco Feltrin è stato più di un semplice allenatore – confida Ferronato – e domenica sarà l’occasione per ringraziarlo una volta in più per tutto quello che ha fatto. Lui ha giocato per anni come centrocampista a Vicenza, a Bassano, a Cagliari e quindi, ricoprendo anch’io lo stesso ruolo, si era creato un feeling davvero speciale che si è trasformato in un rapporto d’amicizia anche fuori dal contesto calcistico. Spero e credo di non averlo mai deluso, anche se domenica non disdegnerei di dargli un piccolo dispiacere, magari facendomi perdonare offrendogli una cena». Eppure Montebelluna-Cartigliano non sarà solo la partita della rimpatriata fra due colleghi e amici, perché la lista degli ex è più lunga di quanto si possa pensare. Francesco Feltrin ha infatti allenato anche due dei nuovi acquisti del Cartigliano: Kevin Appiah e Nicolò Visinoni. «Sono due ragazzi molto promettenti – dichiara l’allenatore del Montebelluna – e sono sicuro che faranno un campionato di spessore». •