«Cori anti-Napoli dai bimbi» e intanto la Digos indaga

Il tecnico del Montebello, Bognin
Il tecnico del Montebello, Bognin
Roberto Luciani 08.01.2019

In attesa del referto arbitrale e delle eventuali decisioni del giudice sportivo, sulla sfida Marola-Montebello la Digos di Vicenza aprirà un fascicolo per determinare cosa sia successo e se effettivamente vi siano stati cori razzisti. Un atto persino dovuto visto che in queste ore il Governo italiano ha incontrato i vertici del calcio per valutare eventuali interventi per arginare la violenza dopo quanto successo in Inter-Napoli. Sul piano della giustizia sportiva bisognerà vedere se l’arbitro ha segnato l’episodio accaduto a Marola nel suo referto, solo in questo caso infatti ci potrebbero essere provvedimenti sul piano disciplinare. Il Montebello Vicentino, però, non ci sta e respinge le accuse di razzismo. A cominciare dall’allenatore Fiorenzo Bognin: «Ma quale razzismo, quali offese a Koulibaly. Koulibaly lo abbiamo noi ed è un ragazzo straniero cui tutti vogliamo un gran bene. E tenga presente che ci sono giocatori che hanno le morose napoletane, figuriamoci se ci mettiamo a urlare certe cose. Mi creda, nessuno ha offeso nessuno, né il giocatore di colore del Napoli né la città di Napoli. Semplicemente si è trattato di uno sfottò partito quando i nostri tifosi hanno visto le maglie bianco blu degli avversari. «Due cori, “Siete napoletani” ed è finito lì. Il resto è partito da loro». Ovvero, stando anche alla ricostruzione di molti dei presenti, da un gruppo di ragazzini del settore giovanile del Marola, che, pensando di fare anche loro una goliardata, ha risposto: “Vesuvio lavali tutti”. Frase pesante, che chiama però soprattutto in causa il mondo degli adulti, che spesso nel calcio dimenticano la grande responsabilità che ogni componente, dai tifosi ai giocatori agli allenatori-educatori, ha, o comunque dovrebbe avere, nei confronti dei più piccoli, che certi atteggiamenti, compresi i cori più beceri, li assorbono presto e con leggerezza, senza magari capirne la portata e la gravità. Ivan Pellizzaro, dirigente biancorosso, sottolinea: «Molte persone hanno contatto il sindaco Dino Magnabosco, presente anche lui alla partita, per sostenere la squadra, affinché smentisca queste accuse. I nostri tifosi sono coloriti, usano fumogeni e cantano, ma oltre a pagarsi tutto di tasca propria non hanno mai offeso gli avversari per il colore della pelle o per la provenienza geografica». • © RIPRODUZIONE RISERVATA