Cori anti-Napoli
anche dai bambini
La Digos indaga

I tifosi del Montebello respingono le accuse di razzismo
I tifosi del Montebello respingono le accuse di razzismo
08.01.2019

TORRI DI QUARTESOLO. In attesa del referto arbitrale e delle decisioni del giudice sportivo, sulla sfida Marola-Montebello, di prima categoria, anche la Digos di Vicenza aprirà un fascicolo per determinare cosa sia successo e se effettivamente vi siano stati cori razzisti, partiti anche dai bambini. Un atto dovuto visto che in queste ore il governo ha incontrato i vertici del calcio per valutare eventuali interventi per arginare la violenza dopo quanto successo in Inter-Napoli. Il caso è stato segnalato anche al ministero dell'Interno. Insomma, tolleranza zero nei confronti di chi ha intonato cori razzisti e Daspo che potrebbero arrivare a breve. 

 

A Montebello Vicentino, però, non ci stanno e respingono al mittente le accuse di razzismo. A cominciare dall’allenatore Fiorenzo Bognin: «Ma quale razzismo, quali offese a Koulibaly. Mi creda, nessuno ha offeso nessuno, né il giocatore di colore del Napoli né la città di Napoli. Semplicemente si è trattato di uno sfottò partito quando i nostri tifosi hanno visto le maglie bianco blu degli avversari. «Due cori, “Siete napoletani” ed è finito lì. Il resto è partito da loro». 

Ivan Pellizzaro, dirigente biancorosso, sottolinea: «Molte persone hanno contatto il sindaco Dino Magnabosco, presente anche lui alla partita, per sostenere la squadra, affinché smentisca queste accuse. I nostri tifosi sono coloriti ma oltre a pagarsi tutto di tasca propria non hanno mai offeso gli avversari per il colore della pelle o per la provenienza geografica».

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