Buffon: «Juve addio
Futuro da decidere
Con l'Italia ho finito»

17.05.2018

TORINO. Diciassette anni, tanti trofei anche enormi delusioni, ma insomma quella di Gigi Buffon, per raccontarla come l’inno della Juventus vuole è la «storia di un grande amore». Quello che tutti già immaginavano da tempo, oggi ha trovato conferme nelle parole del portierone di Carrara. Il numero 1 saluterà la Juventus sabato prossimo giocando la sua ultima partita in bianconero contro il Verona.

«Sabato sarà la mia ultima partita con la Juventus e credo che il modo migliore per chiudere questa grandissima avventura - ha detto Buffon in conferenza stampa dall’Allianz Stadium di Torino - sia finirla con altre due vittorie importanti e con la vicinanza di Andrea Agnelli e di tutto il popolo juventino. La mia paura era di arrivare alla fine di questa avventura da "sopportato" o da giocatore che aveva fuso il motore. Posso dire che non è così e sono orgoglioso di aver potuto esprimere sempre delle prestazioni all’altezza del mio nome e all’altezza della Juventus. Questa è la più grande gratificazione ed è per questo che arrivo a questo saluto veramente sereno, che non è scontato per uno sportivo. Voglio concludere ringraziando veramente la famiglia Juventus e la Juventus».

 

Quella contro il Verona dunque sarà la sua ultima partita con la maglia bianconera. «Fino a 15 giorni fa era risaputo e certo che avrei smesso di giocare, adesso sono arrivate delle proposte e delle sfide stimolanti sia in campo che fuori e la più importante, per quel che riguarda il fuori, me l’ha fatta pervenire proprio il presidente Agnelli - ha proseguito Buffon -. La prossima settimana, dopo 2-3 giorni di riflessioni, in modo sereno prenderò la decisione definitiva che alla fine sarà quella di seguire ciò che urla la mia indole e la mia natura».

 

Buffon ha anche confermato che non indosserà più la maglia della Nazionale: niente "passerella" quindi il prossimo 4 giugno all’Allianz Stadium a Torino in occasione dell’amichevole tra Italia e Olanda. «Non ci sarò, la Nazionale è un’altra parentesi che ha caratterizzato il percorso della mia vita calcistica - ha dichiarato -. Non ho bisogno di altri attestati di stima, di affetto e celebrazioni varie, le persone vanno rispettate e onorate e se si pensa che abbiano un valore quando sono vive, non quando sono morte».