Sei gol, cinque pali: Diop ora cerca i numeri vincenti per i play off

Fiuto del gol e senso dell’umorismo non comuni per Buba Diop
Fiuto del gol e senso dell’umorismo non comuni per Buba Diop
Vincenzo Pittureri 12.04.2018

Vincenzo Pittureri BASSANO «Eh, siccome ieri avete intervistato Bianchi oggi è il turno dei neri...». Il battutista Buba Diop non perde mai il gusto per la gag, l'ironia da cabaret cucita addosso, una chiacchierata per quanto rapida con lui racchiude sempre spunti comici. A modo suo è già in doppia cifra: 6 reti e 5 pali. «Mi piacerebbe arrivarci però coi gol e non coi legni – sospira il senegalese – adesso abbiamo tre gare delicate, una più difficile dell'altra, a cominciare da quella di lunedì con la Reggiana e dobbiamo provare a prendere più punti possibile. Sperando che poi all'ultima a maggio, quando ci sarà il nostro turno di riposo finale non ci siano sorprese. L'ideale sarebbe centrare un piazzamento sul podio o, male che vada, da quinti. Ma non sarà semplice, lo so già», ammette. Ambiente perfetto. Veloce digressione extracalcio per Buba, calatosi meravigliosamente nell'habitat virtussino. «Io ho girato tanto l'Italia e devo dire che a Bassano ci sono tutte le condizioni per fare molto bene: società seria e solida, città tranquilla ed estremamente vivibile, per un calciatore le premesse preferite per esprimersi al meglio in campo». Diop, in prestito annuale al Soccer Team, a giugno andrà in scadenza anche col Torino, il club che l'ha portato neanche maggiorenne qua da noi. A 24 anni la carriera del centravanti di Colella è a un bivio: difficile che rimanga in granata, il presidente Cairo potrebbe cederlo in B o ancora più facilmente in C, magari girarlo proprio a Bassano a cifre convenienti, in ossequio agli eccellenti rapporti che intercorrono tra il numero uno torinista e Renzo Rosso che la scorsa estate ricevette una telefonata notturna proprio di Cairo che gli comunicava trionfante il passaggio dell'attaccante alla Virtus. «Io qua sto benissimo e mi piacerebbe poter regalare ai tifosi un finale di torneo entusiasmante con un ruolo da protagonista ai playoff. Dipende quasi tutto da noi – ribadisce Buba – io vorrei lasciare il segno coi miei gol da subito e ancor meglio negli spareggi». Torna per un attimo sul match con la Samb («Abbiamo costruito una partita intelligente dinanzi a Capuano, un allenatore preparato e che ci aveva studiato in ogni dettaglio. Non era facile». E a proposito di tecnici lui è affezionato a Giampiero Ventura, il più inviso dagli italiani all'indomani del flop mondiale ma anche quello che l'ha fatto esordire in A in un Roma-Toro all'Olimpico di 6 anni fa. «In A ho giocato poi solo 4 incontri – rivela – ma di Ventura serbo ugualmente un gran ricordo, un allenatore che curava ogni particolare. Mi è spiaciuto tantissimo che non abbia pilotato l'Italia ai mondiali, se lo sarebbe meritato...». La realtà è una soltanto: Diop è uomo d'area ma niente affatto una prima punta classica, lui svaria e apre spazi anche se là davanti gli tocca procedere da centroboa. Ma con Razzitti fermo a quota 0 e Fabbro a 3, serve un che stanghi da panzer anche se corazziere non è.