Bassano da rilancio Tesoretto a rischio con le mani bucate

Diop trattenuto in area nel secondo tempo. Il Bassano ha premuto molto ma non è stato concreto. CECCON
Diop trattenuto in area nel secondo tempo. Il Bassano ha premuto molto ma non è stato concreto. CECCON
Vincenzo Pittureri 24.04.2018

Vincenzo Pittureri BASSANO Quinto nella stagione ufficiale e primo per distacco nel campionato delle mani bucate, questo Bassano sciupone e cicalone è proprio incorreggibile. Così il derby col Lane è un duello senza ritorno per due, odora già da playoff senza domani. Chi perde trema e il pari è fuffa. Da malessere sottile a paranoia, ora la sterilità offensiva non deve trasformarsi in ossessione. E senza far stendere tutto il Bassano sul lettino dello psicoanalista, provvede Cristian Andreoni a darsi una spiegazione. «Queste difficoltà realizzative non devono condizionarci – riconosce – è un periodo in cui fatichiamo a concretizzare e troviamo la porta meno che in passato ed è innegabile. Ma non è nemmeno una questione di cattiveria o scarsa determinazione, la verità è che tocca a noi darci da fare per costruire ancora più occasioni se quelle prodotte ancora non bastano. Certo che a rivedere il match col Gubbio – riavvolge il nastro il dirompente terzino milanese – anche il pareggio ci avrebbe infastidito in rapporto alla mole di opportunità, figurarsi come si possa accettare addirittura la sconfitta. È difficile da capire e ancora più da digerire. Ormai però non ha più senso rimuginare, i punti che sono sfumati domenica dobbiamo andare a prenderceli a Vicenza, anche perchè non avremo poi altre possibilità». Va subito sul derby con i biancorossi di Lerda. «Mi immagino un match teso, combattuto e soprattutto complicato. Entrambe abbiamo necessità di fare risultato pieno, l'importante sarà arrivarci con la testa giusta a questa sfida, poi noi dovremo imporre il nostro calcio e farlo stabilmente e non solo a sprazzi come col Gubbio. I tre punti del Menti sono vitali per noi». Al vicino di pianerottolo in terza linea Nicola Pasini, invece non è ancora passata. «Almeno il pari oltrechè meritarlo avremmo dovuto portarlo a casa – sospira il centralone nel suo particolarissimo lunedì di passione – le chance ci sono state e pure parecchie e semmai avremmo dovuto essere più lucidi e freddi sottoporta, la realtà è questa. Eppure nei 20 minuti iniziali eravamo partiti a tavoletta e avremmo dovuto e potuto raccogliere di più. Nel finale di primo tempo siamo un po' calati e dopo l'intervallo ci abbiamo provato in tutti i modi a vincerla pur se con poco raziocinio, talvolta. Brucia per i punti lasciati per strada, questo sì. Io stesso su quella punizione da schema nel finale sono arrivato troppo lungo e un po' in stirata e non ho potuto impattare bene sul pallone e indirizzarlo a dovere. Rimettiamoci in piedi nel derby adesso. Lottiamo per obiettivi differenti ma sia noi che il Lane inseguiamo soltanto il bottino, il punto non è sufficiente per nessuno dei due. Mi aspetto una gara tosta dura e nervosa, ma qua è indispensabile correggere la rotta, servirà una prestazione impeccabile per intascare tutto quanto». Svalvolato, scucito e sbiellato, questo Bassano che pompa e stantuffa anche quando è attraversato da lune chiaroscurali come l'altroieri, produce calcio comunque più intrigante di molti suoi competitor, ma deve cominciare a darsi una regolata. Dopo il fuoripista esterno con la Feralpi Salò, infarcito di sprechi si era alzata alta la voce presidenziale di Stefano Rosso. E i fanti Virtus hanno risposto con la rigogliosa e orgogliosa risposta con la Samb. Poi, due partite di fila con 14 opportunità giù per lo scarico e zero gol all'attivo. E l'estetica in terza serie è frittura d'aria, vincono quasi sempre quelli brutti, sporchi e cattivi. Ciò che Bassano nel suo storico dna non ha mai posseduto. • © RIPRODUZIONE RISERVATA