Tramarossa, arriva la regina Il Faenza è l’unica imbattuta

Umberto Campiello, capitano della Tramarossa, oggi al big match
Umberto Campiello, capitano della Tramarossa, oggi al big match
Alberto Vigonesi 18.11.2018

Archiviata in fretta la sconfitta nel derby contro Padova, la Tramarossa Vicenza è ancora di scena al Palasport di via Goldoni. E anche stavolta si tratta di un big match: a far visita a Campiello e compagni è la Rekico Faenza, unica fra le 64 formazioni dei quattro gironi di Serie B a punteggio pieno. Appuntamento dunque alle 18 fra la prima e la terza forza del torneo. Faenza, come detto, non è un avversario qualunque: sette affermazioni di fila per la banda guidata dal padovano Massimo Friso, arrivato in estate e già capace di far rendere al meglio tutte le pedine. A livello complessivo, i romagnoli sono il terzo migliore attacco con 76 punti di media a partita e la seconda miglior difesa con 66 punti subiti. Come statistiche meritano una sottolineatura i 42 rimbalzi catturati ad ogni allacciata di scarpe e le 11 triple mandate a bersaglio a gara, entrambi dati che li pongono davanti a tutti. La pericolosità degli ospiti, che nei precedenti quattro scontri diretti si sono imposti in tre occasioni, viene evidenziata anche dalle parole di coach Marco Venezia: «Il nostro obiettivo principale deve essere quello di non dare a Faenza la possibilità di attaccare senza opposizione. Che sia una marcatura a uomo o a zona non cambia, dobbiamo avere degli accoppiamenti giusti per rallentare le loro folate, perché quando entrano in fiducia sono letali. Se la palla va in post basso bisogna tenere l'uno contro uno di Chiappelli mentre sugli esterni dobbiamo mettere una gran pressione a Venucci. Fumagalli sa penetrare bene ed è pericoloso anche dall'arco, Gay è un tiratore micidiale, Silimbani fa legna sotto canestro e ha anche una dimensione da 3 punti. Insomma, tutti hanno delle qualità a cui prestare particolare attenzione». Con l'intera rosa a propria disposizione, il tecnico spiega cosa non ha funzionato con Padova e in quali aspetti sia necessario migliorare: «Pensare che ci voglia una mossa a sorpresa per risolvere gli errori è sbagliato. Dobbiamo essere più bravi nei particolari che possono determinare una partita: portare meglio un blocco, effettuare un taglio al momento giusto, sprintare con più decisione su un pallone, questi sono aspetti su cui essere determinati. Per quanto riguarda gli schemi, sono gli stessi che avevano funzionato con Orzinuovi e nelle gare precedenti. Quello che magari è cambiato riguarda il diverso approccio: eravamo abituati a partire forte con dei grandi parziali, ma questo può non sempre riuscire e bisogna evitare di innervosirsi se tutto non va per il verso giusto». In merito all'ipotesi di utilizzare il quintetto alto Venezia si mostra possibilista ma con dei distinguo: «Questo schema è un'arma che può essere proposta nelle prossime gare. Tutte le partite fanno però storia a sé: nel caso in cui Faenza, ad esempio, si schierasse con tre piccoli, è ovvio che sarà difficile contrapporre tre lunghi. Questa è una sfida in cui dobbiamo togliere a loro delle certezze ma dobbiamo riuscirvi senza snaturarci». • © RIPRODUZIONE RISERVATA