Matic e la passione per il bello «Amo Palladio, voglio i playoff»

Ivona Matic (VelcoFin), la lunga croata della VelcoFin. FOTO  SMITH
Ivona Matic (VelcoFin), la lunga croata della VelcoFin. FOTO SMITH
Marta Benedetti 19.11.2018

Frida Khalo, Dubrovnik e da qualche mese, da quando cioè gioca a Vicenza, Andrea Palladio. Eccovi il mondo di Ivona Matic, la lunga della VelcoFin InterLocks che ha riposato nel fine settimana per permettere all'avversaria Albino di recuperare la gara valendosi delle prestazioni della straniera Chantelle Presley, impegnata con la propria nazionale. Matic, al suo primo anno con la maglia biancorossa, è originaria di Dubrovnik, l’antica Repubblica di Ragusa, ricco emporio della Serenissima, leggiadro possedimento asburgico fino al 1918. E come la sua città natale, dove ha tuttora residenza, Ivona si presenta bella, con un fisico straordinario. Alta 1 metro e 90, fisico longilineo, ha 32 anni. «Ho amato solo la pallacanestro con qualche breve excursus nella pallavolo, praticata solamente a livello scolastico». Ivona è figlia d’arte – sia il padre che la madre sono stati ex cestisti – ha girato mezza Europa e dopo un anno a Castel San Pietro e due a Bolzano in estate è approdata a Vicenza sempre in A2. «Mi trovo benissimo a Vicenza – spiega - perchè sono una persona che si adatta subito alle nuove situazioni e poi mi aiuta molto la conoscenza dell'italiano, è la mia terza lingua». Quando è arrivata a Vicenza, Matic è rimasta affascinata dalle realizzazioni di Andrea Palladio. E non è un caso. «Studio beni culturali, indirizzo restauro e conservazione, all’Università di Dubrovnik. Il centro storico di Vicenza è stupendo: quando non ho allenamenti – tre al mattino, quattro alla sera – non mi stanco mai di girarlo, visitare palazzi, chiese e musei che conoscevo solo dai libri. Qui posso toccare con mano le opere di Palladio e il Rinascimento. Sono molto appassionata di arte, in particolare del surrealismo – dice - e adoro Frida Khalo, magnifica artista, grandissima anche nelle sue sofferenze». Anche la musica rientra tra le passioni della giocatrice, capitata a Vicenza grazie ad Aldo Corno e ad alcune referenze importanti. «Sono attratta in particolare dalla musica classica, adoro i 2Cellos che trasformano in classica la musica moderna. Non mi stanco mai di sentirli e di seguirli quando la mia attività me lo consente. Poi mi piace la musica francese e quella italiana degli anni Ottanta per merito di un mio zio molto appassionato». E veniamo al basket. «Premetto: potevamo vincere tutte le partite, alcune davvero le abbiamo buttate al vento per troppi errori. Questo campionato è difficile e molto equilibrato, ma dobbiamo andare ai playoff; ne abbiamo i mezzi e speriamo di recuperare presto Francesca Santarelli e Federica Destro. Io qui gioco da 5, ma nella mia carriera ho sempre giocato da 3-4. Corno mi sfrutta per la mia statura e la mia velocità. Lui ci fa lavorare moltissimo in difesa e ci impegnamo come matte. A me piace perchè corsa e dinamismo sono nel mio dna. E pensare che all’inizio della mia carriera giocavo da 2 e mi andava molto a genio». Praticamente le manca solo giocare da play. Ma la VelcoFin ha bisogno di una Matic... artistica soprattutto sotto le plance. • © RIPRODUZIONE RISERVATA