Allenamento e senso tattico Così ho segnato il record

I fratelli Brazzale musicisti, poi il mezzofondista con  Dalla Piana, il nonno e durante gli studenteschi
Enrico Brazzale ha il record vicentino sugli 800 metri conquistato sulla pista di Padova
I fratelli Brazzale musicisti, poi il mezzofondista con Dalla Piana, il nonno e durante gli studenteschi Enrico Brazzale ha il record vicentino sugli 800 metri conquistato sulla pista di Padova
07.09.2018

Essere un ottocenti- sta famoso può salvarti la vita. Gli 800 non potevano che essere scritti nel destino di Enrico Brazzale (AV Despar), capolista stagionale nazionale e miglior vicentino di sempre nella specialità. Non avremmo avuto questo nuovo talento se, nel corso della seconda guerra mondiale, il nonno Valentino, saltatore e velocista, non fosse stato graziato da una pattuglia tedesca alla caccia di disertori sull'Altopiano. A salvare dalla fucilazione il nonno di Brazzale ed altri amici e compagni, tra cui la medaglia olimpica Mario Lanzi, fu proprio la passione per l'atletica leggera di un sergente austriaco che aveva riconosciuto il campione scledense degli 800, visto in azione alle Olimpiadi di Berlino del 1936. Lanzi era un grande amico e un compagno di allenamento del nonno Valentino negli anni ’40 si dedicava al salto in lungo e ai 400. Proprio da questa distanza, con l'aggiunta iniziale degli ostacoli, iniziò la carriera atletica del 23enne di Carrè che ha mosso i primi passi tardi a partire dalla quarta superiore dopo una parentesi calcistica. Correre in 1'46 vuol dire salire di livello. «Sono contentissimo. Non me lo sarei mai aspettato. Qualche decimo in meno e cambia la dimensione in cui ci si trova. In questa stagione ho migliorato di sette decimi, quel tanto per essere uno dei favoriti per il titolo assoluto e per ottenere gli standard per le manifesta- zioni internazionali». Padova le ha regalato forti emozioni? Sto ancora metabolizzando quello che è successo domenica. Penso che emozioni così intense farò fatica a riprovarle. Al Colbachini sono di casa, mi sono allenato qualche volta lì e abito nelle vicinanze. Sono venuti a farmi il tifo amici, parenti, compagni di corso e sono rimasto impressionato dal boato dello stadio quando hanno detto il mio nome, quasi quasi potevo fare concorrenza all'ostacolista Shubenkov, peccato che avevo uno dei peggiori accrediti. Vi sono altre gare che le hanno regalato emozioni forti? La mia prima volta sotto i 2' negli 800, tre anni fa, e la mia prima medaglia ai tricolori under 23. Come spiega questa svolta? Lo scorso inverno ho deciso di scommettere sull'atletica, allenandomi duramente, cercando di sfruttare al massimo gli anni dell'università, il contesto giusto per provarci organizzando al meglio il tempo libero. Io vivo a Padova dove studio giurisprudenza e mi alleno qui tra pista di atletica, argini e piste ciclabili. Mi sono allenato quasi da professionista. Queste prestazioni non sono casuali. Visti gli ottimi riscontri ha scommesso bene... Ho dato priorità all'atletica ma tutto è andato liscio anche con gli esami dato che sono riuscito a dare due esami difficili e a fare bene i campionati indoor. Sono in debito con il karma, ma spero che non esista. Anche la fortuna ha fatto la sua parte, le domande giuste agli esami, ma come dicono i latini la fortuna aiuta gli audaci, io ci ho scommesso. A Padova ha trovato anche due mentori.. Gli artefici della mia svolta in atletica, quando sono passato dal correre gli 800 in 1'57 in 1'52, sono stati Natascia Meneghini e Miro Buroni, che facevano parte del gruppo di Adriano Benedetti a cui mi sono aggregato. All'inizio facevo fatica a tenere il passo di Natascia, poi sono riuscito ad allenarmi con Miro per poi arrivare a superarlo. Siamo diventati amici e loro condividono i miei successi e le mie gioie. Saranno tutti e due in gara a Pescara e Miro sarà uno dei mie probabili avversari. È pronto per gli Assoluti ? Finora non ho mai disputato una finale ai campionati assoluti. Alla rassegna indoor si correva in serie e, seppur in una meno accreditata, sono riuscito a conquistare il bronzo con il nuovo personale al coperto. Lo scorso anno a Trieste mi sono fermato alle batterie. Avevo puntato tutto sui campionati under 23 dove sono giunto terzo e, nei giorni di Trieste, dovevo affrontare l'esame tosto di diritto commerciale. Questa sera affronterò le batterie e bisognerà correre in modo intelligente. Quali sono i suoi punti forti? Non ho un particolare sprint finale né ritmi elevati da tenere dall'inizio alla fine. Il mio punto forte è la lucidità che riesco ad avere in gara nel gestire gli imprevisti, conoscere le sensazioni e interpretare la gara. Riesco a leggere bene le situazioni. Penso che sia una questione caratteriale. Anche quando suonavo e quando affronto gli esami riesco a gestire la tensione a prescindere dal contesto in cui mi trovo. È tutta una questione di testa. Agli assoluti sarà l'unico a giocare a carte scoperte? Gli 800 sono una specialità difficile, piena di imprevisti. In batteria bisogna stare attenti a non rallentare troppo. I tempi di accredito degli avversari sono quelli di maggio e giugno e io non so la loro condizione attuale, loro invece conoscono la mia. Ho già in mente il tipo di gara che farò. Dopo aver abbattuto la barriera di 1'47 proverà quella di 1'46? Il passo successivo è quello. Sarei sciocco a non pensarci. Avvicinarsi a 1'45 vorrebbe dire diventare un'atleta internazionale. Cercherò di cambiare il meno possibile perchè ho trovato la mia dimensione, da qualche stagione mi alleno con continuità e serenità. So di avere ancora margini di miglioramento. Quando ha iniziato a fare atletica? Durante le medie vincevo le gare di salto in lungo e salto triplo agli studenteschi per la gioia del nonno. Ho iniziato poi con Silvia Dalla Piana che mi ha fatto provare subito i 400 hs ma gli ostacoli non facevano per me. Allora mi sono dedicato ai 400, poi per cause di forza maggiore, eccomi agli 800. La passione per l'atletica l'ha ereditata dal nonno, quella per la musica dalla nonna? La mia è una famiglia di giuristi e musicisti. Mia nonna era organista e direttrice di conservatorio. Mio padre e i miei fratelli suonano tutti, io suono il pianoforte da quando avevo 5-6 anni ma non ho fatto il conservatorio mentre i miei fratelli, Alberto e Giovanni suonano il violoncello e il violino. Suono ancora nel tempo libero ma non avevo l'approccio giusto e la testa per quel tipo di disciplina. I suoi genitori si dividono tra piste di atletica e concerti? Si, infatti domenica appena conclusa la mia gara sono andati di corsa al Teatro Olimpico per ascoltare mio fratello Giovanni che suonava con l'orchestra di Vicenza.