MAGIA WINKLER ALL’OLIMPICO

Questa sera all’Olimpico l’ultima replica dell’Oedipus firmato da Robert Wilson. COLORFOTO ARTIGIANAAngela Winkler protagonista dell’Oedipus all’Olimpico
Questa sera all’Olimpico l’ultima replica dell’Oedipus firmato da Robert Wilson. COLORFOTO ARTIGIANAAngela Winkler protagonista dell’Oedipus all’Olimpico
Lino Zonin 07.10.2018

Lino Zonin VICENZA La sua presenza nello straordinario “Oedipus” di Robert Wilson che si sta rappresentando al teatro Olimpico (ultima replica stasera alle 18.30) aggiunge fascino e mistero alla recita/allestimento del maestro texano. Sorridente e ammiccante come una sciantosa d’altri tempi nella sua prima apparizione, ieratica e misteriosa nell’ultimo quadro, attira lo sguardo con quel potere di seduzione sullo spettatore che è la prerogativa dei grandi attori. Lei, Angela Winkler, appartiene di diritto alla categoria, grazie a una carriera di altissimo livello, equamente divisa tra il teatro e il cinema. «Sono stata notata da Robert Wilson durante una recita al Berliner Ensemble dove interpretavo la madre nel “Peer Gynt” di Ibsen - racconta l’attrice tedesca -. Da vero gentiluomo qual è, Robert mi ha scritto una lettera per dirmi che le ero piaciuta molto, specie per l’atteggiamento “modesto” (ha scritto proprio così) che tenevo in scena. Poi ha precisato che lui all’attore richiede controllo e misura, qualità che non devono sconfinare nell’indifferenza, ma risultare come sintesi di un fortissimo sentimento, interno e controllato. Un punto di vista che condivido pienamente e che ha facilitato il nostro incontro». Il progetto di “Oedipus” è iniziato tre anni fa, con la precisa intenzione di adattarlo agli spazi del teatro Olimpico. In luglio una prima versione dello spettacolo è stata rappresentata al teatro grande di Pompei e prossimamente sarà in scena al Mercadante di Napoli. «A Pompei - spiega Angela Winkler - la recita si è svolta in un grande palco all’aperto, molto diverso da quello che abbiamo trovato a Vicenza. All’Olimpico Wilson ha potuto mettere in mostra la sua grandezza, affrontando la sfida con sapienza e arte. Anche recitando ho potuto percepire l’armonia con cui lo sfondo classico assecondava le idee del regista. Sembrava che le statue ci guardassero e volessero partecipare allo spettacolo: durante la scena finale ho scambiato degli sguardi d’intesa con il nobile barbuto che mi fissava dalla balaustra. Nonostante la rigida scansione dei tempi scenici, noi attori ci siamo sentiti liberi di confonderci con le luci e le ombre, le musiche e silenzi di questo geniale allestimento. È stato bellissimo recitare all’Olimpico, anche se la frase che ho più sentito pronunciare in questi giorni è stata “Don’t touch! (non toccare, ndr)”». La carriera cinematografica di Angela Winkler è iniziata nel 1969 con “Scene di caccia in bassa Baviera” di Peter Fleischmann e si è poi arricchita con l’interpretazione in due capolavori di Volker Schlondorff: “Il caso Katharina Blum” e ”Il tamburo di latta”. Titoli ben diversi da quello dell’ultimo film a cui ha partecipato, “Suspiria”, remake del cult movie del 1977 di Dario Argento, uscito proprio quest’anno con la regia di Luca Guadagnino. «Ho sempre desiderato interpretare un horror - sorride l’attrice - e non ho voluto perdere l’occasione di realizzare un sogno. I panni di attrice classica mi vanno stretti. A me piace cambiare, sperimentare, divertirmi e “Suspiria” è stata l’occasione giusta che stavo aspettando per fare qualcosa di veramente pulp rock». • © RIPRODUZIONE RISERVATA