"Koeniverse 3" al Bar Borsa per una serata "Orange"

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Lorenzo Parolin12.03.2018

Lorenzo Parolin VICENZA Arriva dall’Olanda con il suo pianoforte elettrico e dopo aver fatto incetta di premi per il suo jazz originale e moderno nel paese d’origine, è pronto a portare una ventata di internazionalità “Orange” ai Blue Monday del Bar Borsa. È Koen Schalkwijk, stella in ascesa del jazz neerlandese, atteso questa sera alle 22 al club di piazza dei Signori per il consueto appuntamento di inizio settimana. Lo accompagneranno, nel progetto “Koeniverse 3” Alessandro Fongaro al basso e Jamie Peet alla batteria. “In effetti – ama scherzare Schalkwijk – sono tra i non numerosi pianisti a muoversi con un piano elettrico. Il mio “Wurlitzer” ha un suono simile alla chitarra e confesso che a volte suona un po’ sinistro. Lo si può ascoltare nella musica di Stevie Wonder, ma per il resto non lo si sente nel jazz. Ci proviamo noi”. Ci provano e ci riescono, pure molto bene se nel 2015 “Koeniverse 3” è stato premiato dalla “Keep An Eye Foundation” di Amsterdam come uno dei tre più promettenti progetti della scena jazz olandese. La musica, interamente composta da Schalkwijk, è caratterizzata, sul piano delle atmosfere che evoca, da un equilibrio costante tra dolcezza e malinconia, tra rigore nella scrittura e improvvisazione più libera. “Il continuo dialogo tra i tre musicisti – ha scritto la critica elogiando il trio - fa da struttura portante sulla quale le composizioni di Schalkwijk prendono vita e cambiano forma ad ogni esibizione”. Una dimensione multiforme che il pianista e compositore in arrivo dai Paesi Bassi proporrà anche al pubblico vicentino. Questo, sulla scia di un insegnamento che ha ricevuto negli anni della prima formazione. “Una volta – ha dichiarato al momento di ricevere il premio della “Keep An Eye Foundation” - ho partecipato ad un seminario del pianista e compositore jazz americano Jason Moran. Ci ha chiesto se avessimo mai suonato per nostra nonna. Ricordo che abbiamo tutti reagito con una certa sorpresa, perché la domanda ci sembrava fuori luogo. Poi ci ha spiegato che le nonne sono le madri delle nostre madri, e suonare per loro è molto più importante che farlo per gli estranei. Vale a dire che, quando siamo alla tastiera o a qualsiasi altro strumento, non dobbiamo mai dimenticare di generare emozioni positive”. E questa lezione di vita, oltre che di musica, non è più stata dimenticata da Koen Schalkwijk. “Alla fine – ha ripreso – per mia nonna ho suonato davvero. Devo dire che il jazz non è proprio il suo genere preferito, perché ama la musica classica, oppure i brani popolari e mi ha candidamente confessato di non averci capito molto. È stata l’occasione per farsi una bella risata”. In ogni caso, non c’è solo la dimensione domestica, nella poetica del pianista olandese, ma anche l’attenzione a tutta la produzione del suo paese, jazzisticamente tra le più ricche e interessanti d’Europa. “Ci sono tante scuole da noi – commenta -, ed eccellenti conservatori. Purtroppo, però, oggi l’offerta supera la domanda e non è semplicissimo affermarsi. Devi attendere che si apra uno spiraglio, e tenere ben saldo il piede sulla porta perché non si chiuda. Lo stiamo facendo anche noi”. Puntando, tra le altre cose, sulla personalità dei musicisti scelti per il trio: il contrabbassista Alessandro Fongaro e il batterista Jamie Peet, scelti dal leader per la loro intuitività e capacità di rendere la musica viva e mutevole. Ingresso libero. Info e prenotazioni 0444-544583. •