In CD la Petite Messe di Rossini diretta da Rigon

LOVATOF22.06.2018

VICENZA Sazio di successo Gioachino Rossini si ritirò dalle scene a 37 anni, dopo il Guglielmo Tell. Nella seconda parte della sua vita si dedicò molto alla cucina, ma non disdegnò di comporre, con una frenesia ben inferiore a quella dei primi anni di carriera. Tra i capolavori dell’estrema fase creativa del Pesarese figura la Petite Messe Solennelle che Giovanni Battista Rigon ha diretto all’Olimpico per le Settimane Musicali nel giugno del 2016, optando per la versione originale con dodici voci soliste del 1863. E’ uscito da poco per Velut Luna il cd di quel concerto. Secondo quanto scrive Rigon nel booklet, «Si tratta con ogni probabilità della prima esecuzione italiana della versione originale, la prima in assoluto in cui si alternano nei ruoli solistici via via tutti i componenti dell’ensemble». Le parti di quei “dodici cantori di tre sessi, uomini, donne e castrati”, per usare l’espressione di Rossini, sono affidate a dodici promettenti voci del conservatorio di Venezia. Ai due pianoforti Alberto Boischio e Manuel Ghidini. All’ harmonium Carlo Emilio Tortarolo. La versione prediletta da Rigon compone con maggiore coerenza mezzi e fini. Di certo un ensemble vocale più ricco può generare un effetto più spettacolare, ma una tale monumentalità mal si combina con il tono ironico e il benevolo distacco che pervadono la partitura. Affidarsi alle prescrizioni di Rossini è quindi un primo passo per una buona interpretazione. Rigon poi ci ha messo del suo, privilegiando un fraseggio nitido che esalta la trama polifonica. Le voci si muovono in coerenza con quest’idea interpretativa. Timbri per lo più chiari, articolazione curata, intonazione nel complesso buona. Efficaci anche pianisti e organista. • F.L.