Dalla baraonda di gesti e oggetti alla riflessione sull’Atlantico

I danzatori di Opus di Christos Papadopoulos
I danzatori di Opus di Christos Papadopoulos
23.08.2018

BASSANO Seconda giornata di B.Motion Danza, un festival dentro il festival Operaestate per dare spazio ai linguaggi del contemporaneo, accogliendo a Bassano artisti, operatori e spettatori da ogni parte del mondo. Oggi si replicano alcuni titoli andati in scena ieri. Si inizia alle 15 con Yaara’s Dance 2, Ido’s Dance 2 e Andrea’s Dance 2 alla Fondazione Pirani Cremona, dove Yaara Moses, Ido Batash e Andrea Costanzo Martini ambientano nuove e sempre inedite creazioni, pensate per un diverso luogo della città. Si replica poi Seeking Unicorns di Chiara Bersani, che nelle sale del Museo Civico veste i panni di un unicorno, per recuperarne l’origini, i significati e l’evoluzione mitologica. L’ultimo spettacolo in replica, alle 18 all’Oratorio Ca’ Erizzo, vede protagonista Francesca Foscarini che guida i danzatori del progetto Dance Well (Movimento e Ricerca per Parkinson) in Oro. In scena l’arte di resistere, per esplorare come l’approccio al movimento può essere tradotto dai corpi “speciali” dei danzatori. In prima nazionale, alle 14 nella Chiesa dell’Annunziata, “Hyperspace”, l’ultimo lavoro di James Batchelor, uno dei più interessanti giovani coreografi australiani. La creazione chiude il lavoro realizzato a seguito dell’esperienza come artista ufficiale in una spedizione scientifica nell’oceano Atlantico. In Hyperspace, ponendo l’accento sulla curiosità umana di guardare a ciò che non conosciamo, James Batchelor indaga il modo in cui il corpo percepisce, misura e mappa l’ignoto, un luogo misterioso ma romantico che la capacità umana non riesce a percepire e raggiungere. Il lavoro è un contributo alle conversazioni artistiche e scientifiche contemporanee che si interrogano sul ruolo del corpo in relazione alla scoperta e al futuro dell’umanità nello spazio. Alle 19, e in replica alle 22.30, “Quartetto per oggetti” di Camilla Monga, in coproduzione con il festival. Una coreografia per quattro interpreti in continuo dialogo con tredici oggetti, rimossi dal loro usuale contesto di utilizzo, diventando strumenti coreografici utilizzi a sviluppare azioni e traiettorie imprevedibili. La creazione sviluppa azioni e traiettorie improvvise sul modello ritmico delle composizioni di Edgard Varèse. Gli oggetti rivendicano ciascuno una dimensione spaziale e temporale, nel tentativo di riprodurre la musicalità del movimento, contenuta in una baraonda di gesti sulla musica dal vivo di LSKA, piuttosto che suoni concreti. La struttura creata nella coreografia cambia continuamente forma, direzione e velocità, fino al risultato inatteso: il perfetto allineamento di tutti i tredici oggetti. Ultimo titolo in programma per la seconda giornata di B.Motion Danza è Opus, selezione Aerowaves 2018, in scena alle 21 al Teatro Remondini. Partendo dalla decomposizione strutturale dell’Arte della Fuga di Bach, Christos Papadopoulos torna a B.Motion per indagare la nostra risposta automatica alla musica. In latino il termine “opus” indica, in campo musicale, una forma superiore di composizione caratterizzata da una struttura complessa. Il tema centrale della coreografia è lo studio di questa sofisticata struttura e, in particolare, la sua trasposizione visiva sul palco. Christos Papadopoulos intende tradurre l’opus in danza, per comprendere come le regole della musica strumentale possano essere applicate a una forma d’arte diversa. Il compito dei danzatori è resistere alla tentazione di interpretare il brano musicale, considerando il pezzo come semplice susseguirsi di suoni. Info Biglietteria Operaestate tel.0424 524214. •