Asiagofestival ricorda la Grande Guerra

Una formazione tipo dell’Ensemble Simultaneo e a sinistra la  talentuosa violinista Francesca Michelis
Una formazione tipo dell’Ensemble Simultaneo e a sinistra la talentuosa violinista Francesca Michelis
LOVATOF08.08.2018

Filippo Lovato ASIAGO Il terzo concerto di Asiagofestival 2018 è dedicato al ricordo della Grande Guerra nel centenario dalla sua conclusione. Per l’occasione mercoledì 8 agosto alle 21 il teatro Millepini di Asiago ospiterà alcuni partecipanti al Simultaneo Ensemble, il laboratorio cameristico dei conservatori del Veneto, impegnati in tre brani legati al primo conflitto mondiale. Questo concerto è inoltre il primo del progetto L’Officina cameristica ideato da Asiagofestival per formare e promuovere nuovi talenti. Le violiniste Katarzyna Kielska e Francesca Michelis, Doriana Calcagno alla viola, il violoncellista Jakub Jakubovsky e Cecilia Franchini al pianoforte apriranno la serata con il quintetto Di là dal fiume e tra gli alberi di Francesco Schweizer, un lavoro ispirato all’omonimo romanzo di Hemingway e commissionato per il Simultaneo Ensemble. Il compositore trentino, docente al conservatorio della sua città, rievoca la figura del colonnello Richard Cantwell, protagonista del romanzo, che ha combattuto in Italia sia la Prima che la Seconda Guerra Mondiale. Al centro del programma Legende op. 66 di Florent Schmitt per sax e pianoforte, affidate rispettivamente a Michelangelo Ghedin e Marcelo Ferretti. C’è chi ha descritto Legende come uno dei migliori pezzi composti per sassofono. Si tratta di una ballata che procede in modo rapsodico avvolta in un clima mistico e orientaleggiante. Il compositore francese Florent Schmitt scrisse Legende nel 1918, su commissione della sassofonista americana Elise Hall. Il concerto si concluderà con il quintetto in do maggiore per pianoforte e archi di Guido Alberto Fano che impegnerà Francesca Michelis e Katarzyna Kielska al violino, la violista Doriana Calcagno, Gabriele Tai al violoncello e la pianista Cecilia Franchini. Fano, padovano di nascita, scrisse il quintetto nel 1917, mentre era direttore del conservatorio di Palermo. Il dramma della guerra lo aveva colpito profondamente, non solo perché il conflitto stava funestando la sua terra d’origine, ma anche perché la Sicilia stessa, dove lavorava, continuava a inviare soldati al nord a combattere tra i monti. Il tempo finale prevede un mesto corale che prova a indicare un possibile superamento del dolore generato dal conflitto. Non a caso Fano appose questo motto all’inizio della composizione “Mi ridestai all’Arte e alla vita. E fu dolore ancora. Nell’Eterno speranza e luce”. Prima del concerto, alle 20.30 sempre al teatro Millepini, il critico Alessandro Tommasi terrà un’introduzione ai brani in programma. Ingresso libero. • © RIPRODUZIONE RISERVATA