Volksbank: «Ai soci il 50% dei nostri utili»

Il dg Schneebacher e il presidente Michaeler illustrano il bilancio
Il dg Schneebacher e il presidente Michaeler illustrano il bilancio (BATCH)
Roberta Bassan 10.03.2018

Roberta Bassan BASSANO DEL GRAPPA «Dobbiamo compensare la debolezza dell’azione con un impegno: se facciamo utili lasceremo tra il 40 e il 50% del profitto netto ai soci per garantire ogni anno una certa liquidità». A dire la verità il direttore generale di Volksbank, Johannes Schneebacher, è quello che con razionalità frena al 40% perché sa che la Vigilanza incombe sempre con le sue richieste. Ma il presidente Otmar Michaeler è quello che vuole soddisfare al massimo gli azionisti, soprattutto quelli più piccoli, che chiedono il dividendo. Tre anni fa il matrimonio Volksbank-Marostica, dopo che anche BpVi aveva fatto la sua offerta: «Il territorio ha preso la decisione giusta ed è stato un affare per tutti. I valori della Marostica sono ancora qua, quelli della Vicenza e di Montebelluna non più». L’INCONTRO CON I SOCI. Il clima è piuttosto disteso al Teatro Remondini di Bassano dove ieri sera i vertici di Volksbank sono arrivati al termine della due-giorni veneta iniziata da Treviso e chiusa davanti a oltre 200 soci per presentare il bilancio 2017 (in approvazione il 14 aprile a Bolzano) forte di un utile di 24,3 milioni e con il ritorno ad un dividendo per la banca pari a 0,20 euro per azione (il 40% degli utili) dopo che nel 2016 per la prima volta nella storia dell’istituto non era stato erogato. I vertici di Volksbank sanno di parlare alla platea di un territorio scottato dove il crac di BpVi e Veneto Banca ha mandato al falò 12 miliardi di euro di azioni e lo fanno nel segno della trasparenza parlando di presente e soprattutto di futuro. Ma sanno anche di camminare su una «miniera», tra le province più industrializzate d’Italia e terza per export, presentandosi oggi come una banca regionale con opportunità di sviluppo impensabili quando chiusero l’operazione. Eppure il presidente Michaeler è molto cauto: «Una banca è un veicolo pericoloso se va troppo veloce: fare volumi è facile soprattutto se si alza il rischio quando si concede credito, ma la nostra vuole essere una crescita graduale. E nei confronti dei soci faremo una politica del dividendo». CRESCITA E CONTROLLO. Il direttore Schneebacher esprime la soddisfazione di un bilancio che nel 2017 ha espresso un vistoso recupero con una raccolta diretta cresciuta a 7,4 miliardi (+3,4%), quella indiretta a 2,8 miliardi (+10,2%), impieghi in bonis a 6,4 miliardi (+4,3%), 9,6 miliardi di attivo di bilancio (+3,5%) e patrimonio netto cresciuto a 873,4 milioni (+1,4%). Il contributo delle province fuori dell’Alto Adige è salito in modo significativo, soprattutto nel margine di intermediazione. Così come viene evidenziato il percorso sui crediti anomali imbarcati con l’acquisizione della Marostica ma ormai sulla strada dello smaltimento grazie ad azioni di ristrutturazioni dei debiti portate avanti con gli imprenditori, così come recuperi parziali o totali con cessioni esterne ma senza subire grandi perdite. La sfida è scendere sotto il 10% già nel 2018. DEBOLEZZA E OPPORTUNITÀ. Una debolezza però c’è ed è il valore dell’azione sbarcata nella piattaforma HI-mtf che si è subito portata nelle negoziazioni nella parte bassa della banda di oscillazione ad un prezzo che oggi è di 13,50 euro perdendo il 30% del valore a cui molti soci l’avevano comprata con l’ultimo aumento di capitale. Potenza della legge domanda-offerta che vede ad oggi richiesta di vendita dell’1% delle azioni con pochissimi compratori. Il presidente è chiaro: «Possediamo un’azione e non un’obbligazione, ma possiamo sviluppare un altro percorso». Così i vertici di Volksbank la mettono su un altro piano: la politica del dividendo, così come è stato discusso nel cda dove siedono anche i marosticensi Giovannella Cabion che è vicepresidente, Lorenzo Bertacco e Giuseppe Padovan. Quest’anno si tratta in soldoni di una remunerazione dell’1%. Per l’anno prossimo sulle slide viene proiettata la previsione dell’ultima linea di conto economico che, se le cose continuano a girare con il vento in poppa e ci saranno tutte le autorizzazioni del caso, prevede utili a quasi 35 milioni. Così in platea c’è chi fa il calcolo che, magari, si potrà portare a casa un dividendo di 0,30 euro ad azione. PRESENTE E FUTURO. Il ruolo che questa banca vuole ritagliarsi è quello dell’unica banca regionale, punto di riferimento tra le Bcc e le due banche nazionali Intesa e Unicredit, in grado di fornire «i migliori servizi» e «con una visibilità crescente così da far crescere la fiducia in tanti piccoli risparmiatori che non trovano risposta nelle grandi banche». INSEGNE. Negli obiettivi la crescita delle quote di mercato nel Vicentino «ma non per coprire quel 30% lasciato dalla BpVi, bensì per arrivare con gradualità nell’orizzonte di più anni al 10%» partendo nel territorio berico da una quota del 6-7% attuale. Da aprile, per parlare di visibilità, ci sarà un’altra svolta. Spariscono le insegne della vecchia Marostica. E sarà per tutti Volksbank. • © RIPRODUZIONE RISERVATA