«Vedevo volti scontenti in ditta
Al Cuoa ho imparato cosa fare»

Walter Bertin
Walter Bertin
Maria Elena Bonacini12.09.2018

«Due anni fa girando per la mia azienda vedevo facce scontente e mi sono chiesto il perché. Il master in lean production del Cuoa è stato la svolta e domani tornerò a raccontare la mia esperienza ad altri imprenditori». Walter Bertin, 59 anni, domani sarà dall'altra parte della cattedra e illustrerà ad altri colleghi come questo ha cambiato la sua impresa. Per l'imprenditore trevigiano di Istrana, infatti, l'esperienza fatta alla business school di Altavilla è stata un punto di svolta. Non che Bertin non sia abituato ad evolversi, come testimonia la sua storia, che l'ha portato da farmacista a fornitore di grandi multinazionali nel campo della nutraceutica. «La fitoterapia e i metodi naturali mi interessano da sempre e mi piaceva l'idea di andare in farmacia e produrmi le cose. Sia mio padre che mio nonno preparavano i farmaci seguendo le prescrizioni, ma quando sono arrivato io era il momento del boom delle scatolette: non mi piacevano. Volevo qualcosa di diverso e all'epoca non c'era molta attenzione alla fitoterapia: si poteva fare tanto e mi sono tirato su le maniche».

 

L'AZIENDA. Nel 1998 questa attività collaterale è diventata anche un'azienda, la Labomar, che è arrivata oggi a fatturare 43 milioni, con 200 dipendenti, 150 clienti tra cui importanti multinazionali farmaceutiche e un investimento annuo in ricerca e sviluppo pari al 5% del fatturato. «Mi facevo già gli integratori, ma mi appassionavo sempre di più e viaggiavo per trovarmi ingredienti e materiali, quindi decisi di aprire una struttura che inizialmente doveva produrre solo per la mia farmacia». Questo, però, durò poco. «Conoscevo piccole aziende che cominciarono a chiedermi di fare qualcosa per loro, poi ho cominciai a spostarmi io e ad avere rapporti con clienti ai quali andava bene lavorare con qualcuno che avesse dell'esperienza, sia nella produzione che nella formulazione. Ho sempre fatto ricerca e sviluppo e sono arrivato ad avere persone che ogni giorno si occupa di questo. Pur rimanendo una Pmi siamo cresciuti in maniera interessante, stiamo raggiungendo i best performer italiani e abbiamo la forza per affacciarci al processo di internazionalizzazione, iniziato quattro anni fa e che continua a dare buoni risultati. Resta il piacere di condividere con i clienti i progetti e portarli avanti con le persone attorno a me».

 

A SCUOLA D'IMPRESA. Il mercato, poi, negli ultimi anni è in espansione. «Ha sempre avuto una discreta crescita e nei prossimi anni la previsione è di un incremento tra il 4 e il 6% L'Italia è il mercato europeo più ampio, vale 3 miliardi ed è più forte rispetto a Germania, Francia, Inghilterra o Spagna, che comunque si avvicinano». Due anni fa, però, ha deciso di tornare sui banchi. «Al Cuoa ho conosciuto persone che ci hanno aperto la mentalità e ho approfondito la giusta relazione coi collaboratori, il lavoro di gruppo, l'ottimizzazione, l'eliminazione di sprechi. Ho conosciuto imprenditori che han deciso di cambiare e ho detto: giusto, lo faccio anche io. Dopo le lezioni arrivavo a casa e non vedevo l'ora di poterle applicare. Ho preso subito un lean manager, sono partito e ho constatato che funzionava. Al di là degli effetti positivi sull'azienda, la cosa più bella è coinvolgere le persone, che ti danno anche informazioni molto importanti. E i dipendenti sono molto più contenti». Domani al Cuoa sarà uno di coloro che cercano di ispirare altri: «Racconterò la mia esperienza, ma saremo in quattro. Se non portassi i miei collaboratori significherebbe che non ho cambiato nulla».