«Il mondo artigiano va scombussolato con nuovi stimoli»

Cinzia Fabris, presidente di Cna Vicenza. FOTO LUCA ANDOLFATTO
Cinzia Fabris, presidente di Cna Vicenza. FOTO LUCA ANDOLFATTO
Roberta Bassan 14.06.2018

Un’assemblea dentro ad un festival con 18 eventi, mille idee che hanno mescolato tradizione e novità per un mondo artigiano in continua evoluzione. Niente riposo per Cinzia Fabris, da cinque anni alla guida di Cna Vicenza e che ieri, archiviati festival e assemblea di Thiene, era a Roma ad un corso formativo per i presidenti territoriali. Avete un po’ scombussolato Thiene, non crede? Quello che ci piace è uscire dai momenti istituzionali, in strada, come abbiamo fatto anche in altre occasioni, per parlare di artigianato e di cultura, per fare conoscere la nostra realtà e le sue sfide. L’artigianato soffre o è in ripresa? L’artigianato è in grande evoluzione e ci sono tante sfide aperte perché il mondo cambia in modo vertiginoso e quello che oggi funziona, tra un mese è destinato a cambiare e tra un anno rischia di essere antico. Cosa vuol dire cambiare per un artigiano? Una mia collega che fa consulenza informatica e ha tra i suoi clienti anche grandi istituti bancari, ha applicato le sue conoscenze per digitalizzare una pizzeria d’asporto: ha individuato i prodotti che andavano per la maggiore e quelli meno e poi gli eventi collegati alla maggiore richiesta di pizze. Risultato: la pizzeria è cresciuta e lei ha testato le sue competenze in una piccola realtà che ha studiato e digitalizzato. Con i vostri tremila associati siete piccoli rispetto a Confartigianato Vicenza. Quale ritiene essere il vostro “plus”? Abbiamo rispetto per le loro dimensioni e la loro attività, ma questo non significa che ci sentiamo inferiori. Siamo piccoli ma competenti, preparati, frizzanti. E scombussoliamo il parterre provinciale delle associazioni. Però sulla legge regionale a tutela dell’artigianato la battaglia è comune. Sarebbe sciocca la contrapposizione: su alcuni temi siamo uniti, così come abbiamo in comune Ebav e Saniveneto. Le grandi battaglie si fanno insieme. Nell’ultima assemblea avete racimolato tante idee, e ora? Sul fronte interno siamo impegnati a proseguire il nostro piano di gestione dell’associazione. Poi abbiamo tanti progetti a partire dai corsi di formazione, sempre con l’idea di scombussolare in un certo senso questo mondo. Ad esempio vorremmo riproporre il nostro corso Rose'n'Blue per un business d’avanguardia al femminile sotto un’altra formula: ci siamo resi conto che è molto più facile portare le donne a fare formazione che non i maschi. Ecco, ci piacerebbe riproporlo con un taglio più maschile. Qual è oggi la vera sfida per voi? Intercettare i “veri” giovani, 28-30 anni, c’è tanto spazio. Nell’immaginario collettivo l’artigiano non rischia di essere ancora quello che batte il ferro? Quello è un artista. L’artigiano oggi lavora nell’aerospaziale, si proietta all’estero, è una grossa impresa, lavora con il digitale. E l’associazione non è un luogo di scartoffie ma, come abbiamo dimostrato, di opportunità. •