Il decollo feroce dei Btp

Due trader a New York controllano le quotazioni. I Btp sono acquistati anche dall'estero. EPA/JUSTIN LANE
Due trader a New York controllano le quotazioni. I Btp sono acquistati anche dall'estero. EPA/JUSTIN LANE
Marino Smiderle01.03.2015

E adesso che lo spread è finito sotto quota 100? Niente da dire, questa è l'era dei Btp. E pazienza se a spingerli ai massimi storici (o ai minimi storici, se parliamo di rendimenti) è stata la droga monetaria che Mario Draghi ha iniziato a iniettare nei mercati obbligazionari del Vecchio continente: quello che conta è che adesso chi ha la fortuna di avere il portafoglio titoli gonfio di Btp ora si trova nella piacevole situazione di dover scegliere tra vendere e portare a casa la pingue plusvalenza o mantenere per continuare a riscuotere le cedole fino a scadenza.
LE QUOTAZIONI. L'esempio più illuminante lo ha fatto ieri Il Sole 24 Ore a proposito del Btp scadenza settembre 2046. Si tratta del trentennale di riferimento, con cedola 3,25%, emesso a 99,707. Nel primo giorno di quotazione, il 20 gennaio scorso, il Btp in questione aveva già messo le ali, chiudendo a 103,8. Per capirci: se uno aveva comprato in asta 100 mila euro nominali (costo dell'investimento, 99.707 euro), il 20 gennaio avrebbe potuto rivenderli a 103.800 euro, guadagnandoci quasi 4.000 euro. (...)

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