Il mondo immaginifico di Harry Potter da vedere toccare e sperimentare

Il maghetto Harry Potter
Il maghetto Harry Potter
Stefano Vicentini 21.08.2018

Il fantastico mondo di Hogwarts ricostruito dal racconto della fortunatissima saga di Harry Potter, dai sette romanzi di J.K. Rowling, pubblicati tra il 1997 e il 2007, e dagli otto film della Warner Bros, usciti tra il 2001 e il 2011: due stratosferici successi da 450 milioni di copie e 7,7 miliardi di dollari di incasso. È il fascino che accompagna la mostra «Harry Potter. The exhibition» che ha già attraversato varie città del mondo, con più di 4 milioni di visitatori, e fino al 9 settembre fa tappa a Milano, alla Fabbrica del Vapore. I fan possono ammirare costumi, oggetti magici ed elementi interattivi in nove location: dalla Scuola di Magia e Stregoneria fondata da Godric Grifondoro, Tosca Tassorosso, Corinna Corvonero e Salazar Serpeverde, alla Sala Comune di Grifondoro con la Galleria dei ritratti; dalla casa di Harry Potter, Ron Weasley e Hermione Granger alla Stanza della Magia nera di Lord Voldemort e dei Mangiamorte; dalla capanna di Rubeus Hagrid, custode mezzo-gigante dei luoghi di Hogwarts, alla Foresta Proibita che accoglie le più strane creature come unicorni, centauri e ragni mostruosi. Sono ben ricostruite anche le stanze della Scuola, con l’aula delle pozioni, il bizzarro guardaroba della professoressa Cooman e la serra di Erbologia, dove si può sradicare da un vaso l’antica pianta della mandragola ed ascoltarne il grido (usata per riportare allo stato originale chi è stato pietrificato). Tra gli oggetti, ci sono calderoni, uova di drago, scope per volare, un’ottima riproduzione dello Hogwarts Express, la bacchetta e gli occhiali di Harry Potter e le dotazioni di altri personaggi, come il preside Albus Silente e la professoressa McGranitt. Per i ragazzi il divertimento è assicurato, dato che possono partecipare a diverse attività della mostra e mettersi alla prova in esercizi di memoria: ad esempio, c’è il Ballo tradizionale del Ceppo del torneo Tremaghi, la Strillettera ossia una lettera che porta il rancore del mittente e strilla con la sua voce quando viene aperta, la Mappa del Malandrino realizzata dai geni di James Potter, Sirius Black, Remus Lupin e Peter Minus per mostrare i passaggi segreti dell’istituto. In queste settimane l’esposizione di Milano sta conoscendo un notevole pubblico, perché il maghetto anglosassone non ha bisogno di biglietti da visita. E’ valida la profezia del primo film, «Harry Potter e la pietra filosofale» diretto da Chris Columbus (2001): «Questo piccino diventerà famoso, non ci sarà bambino nel nostro mondo che non conoscerà il suo nome». Anche se la saga è finita, la fortuna prosegue: «Harry Potter e la maledizione dell’erede» è un’opera teatrale che ha debuttato nel 2016 al Palace Theatre di Londra e quest’anno è stata a Broadway (riconosciuta con i Laurence Olivier Awards e il Tony Award). La mostra alla Fabbrica del Vapore, su 1.600 metri quadrati, è aperta fino al 9 settembre: il lunedì ore 15-22, dal martedì al giovedì ore 10-22, il venerdì, sabato e domenica ore 10-23. Il sito è www.harrypotterexhibition.it.