In Mocellin il ritmo delle storie di guerra e di famiglia

Il libro edito da Mazzanti
Il libro edito da Mazzanti (BATCH)
N.M.27.02.2018

Vive a Fellette di Romano d’Ezzelino ma una parte del suo cuore resta in Val delle Saline, dove visse bambino nella malga sul Grappa. E con l’età adulta Sergio Mocellin è tornato sui luoghi, evocando ricordi mai spenti dei monti dove 100 anni fa si combattè duramente. E’ con un “Requiem“ che Mocellin, 71 anni, apre il suo secondo libro di poesie intitolato “Storie che il vento ti vien raccontare“, 174 pagine, Mazzanti libri, in cui seleziona versi composti dal 2010 in avanti. Si era già affacciato all’editoria con una prima silloge sette anni fa, «Il canto dei grilli che toglie i pensieri», e il riscontro positivo dei suoi lettori e degli amici poeti di Aque slosse a Bassano, lo hanno convinto a proseguire. Mocellin si divide, in un percorso ritmico che alterna italiano e dialetto, tra Grande Guerra e omaggi alla Natura con cui il legame è fisico e spirituale («E alla fine tornar verso casa/con addosso i profumi del bosco/e sentir come è piena la vita/in quel piccolo mondo nascosto”). Il pensiero dei caduti lo attraversa tra le trincee: «E così come tutti i dispersi/per due volte hai perduto la storia:/ una volta quando cadesti/la seconda è esser senza memoria“). Con la sagace saggezza popolare, Mocellin non si estrania dall’attualità. E a proposito di politici scrive: «Ma ’na roba no’ ’a capisso:/cossa sia che on candidato/ dopo el voto no’ ’l ricorde/ pì ’e promesse che el gà fato/. Par che qualche sortilegio,/qualche strano incantamento/ ghe rovine la memoria/e ghe cambie al sentimento». •