Tappa vicentina nel viaggio in Italia di Thomas S. Eliot

La copertina del libro
La copertina del libro
18.08.2018

Un taccuino giovanile del futuro premio Nobel. Parla anche di Vicenza il ”Viaggio in Italia” di Thomas S. Eliot (136 pagine, a cura di Marco Roncalli) edito dalla Morcelliana. Si tratta di un inedito assoluto. Viene pubblicato per la prima volta con riproduzioni del manoscritto, trascrizione originale inglese, traduzione, immagini d’epoca. Note vergate con inchiostro nero, purtroppo senza date esatte, ma certamente relative ad un viaggio di un paio di settimane in Italia nell’estate del 1911. Note d’arte che documentano la presenza dell’allora studente alla Sorbona Thomas Stearns Eliot - proprio il futuro Premio Nobel per la letteratura - nel Nordest del Belpaese. Un viaggio iniziato certamente a Verona dove il giovane era arrivato in treno da Monaco di Baviera (e come non cogliere il collegamento con uno dei suoi autori più ammirati, Dante, pure arrivato a Verona attorno al 1303). Un tour che aveva successivamente toccato altri undici luoghi collegati dalla rete ferroviaria: Vicenza, Venezia, Murano, Padova, Ferrara, Bologna, Modena, Parma, Milano, la Certosa di Pavia, Bergamo, quest’ultima – probabilmente – tappa finale. Una peregrinazione estiva dove è facile supporre che Eliot tenesse sottomano come guida il Baedeker’s Handbook for travellers. Northen Italy stampato nel 1906. Gli appunti di Thomas S. Eliot stilati su questo tascabile sono brevi e coincisi, danno conto delle impressioni generali dell’autore all’ingresso nelle città, per proseguire nelle descrizioni di musei, cattedrali, castelli, chiese, palazzi, cappelle, dipinti, sculture; oppure lo presentano già immerso nello stupore mentre sosta innanzi a opere d’arte e di architettura. Si tratta di frammenti di prosa, dove la poesia eliotiana, pure governata dalla frammentarietà, è assente: le liriche di questi anni – sino al 1917 – sono fissate su un altro notebook pure a lungo rimasto ignoto ed apparso solo nel 1996 con il titolo Inventions of the March Hare. E tuttavia, anche in questo taccuino d’arte, la poesia viene preparata e rincorsa: presentando immagini, parallelamente alla pratica modernista che le usa non più come simboli ma corrispondenze del sentire. Viaggio in Italia, offre ad ogni buon conto più d’un motivo d’interesse a cominciare dal valore documentario: aggiunge un tassello al mosaico della biografia dello scrittore e riflette conoscenze e attese del suo estensore. Riversate dentro brani che oscillano tra l’esposizione didascalica di una buona guida e i giudizi espressi da un critico o storico dell’arte, formulano opinioni di getto, spesso originali, che talora attingono a elaborazioni interiori, palesando negli esiti un grande affidamento nel ruolo dell’artista per qualsiasi civiltà, una ancor sobria critica ai canoni della tradizione, uno sguardo d’autore solitario. •