"Lacrime d'autunno"
Occhi al cielo
per le stelle cadenti

Una stella cadente
Una stella cadente
Dario Pregnolato17.11.2018

Sono i prodromi dell'affascinante cielo invernale. Dopo lo sciame meteorico delle Tauridi, in questi giorni assistiamo al picco delle “lacrime” d'autunno: una sorte di notte di San Lorenzo fuori stagione, con le Leonidi, figlie delle polveri della cometa Tempel-Tuttle, ad impreziosire il cielo notturno. Come hanno suggerito le previsioni dell'Unione Astrofili Italiani, che in queste ore ha evidenziato delle autentiche “tempeste saltuarie di stelle cadenti, tra le 10 e le 20 l'ora, soprattutto all'alba del 18 nella costellazione del Leone, verso Sud-Est”. Un'osservazione, che seppur resa favorevole dall'assenza della Luna, che si sta avvicendando con il radiante delle Leonidi, non presenta troppi colpi di scena. Ciò che stiamo osservando è, infatti, la “componente annuale”, formata da meteore per lo più di debole luminosità. Perché ogni anno verso metà novembre la Terra puntualmente si addentra in regioni di spazio che pullulano di particelle rilasciate dal passaggio al perielio dalla cometa Tempel-Tuttle, che transita ogni 33 anni scatenando delle autentiche tempeste meteoriche. Alcune delle quali divenute addirittura leggendarie, come quelle del 1966, che ebbe picchi di 3mila meteore al minuto, e del 1833 che venne immortalata in una famosa stampa religiosa del tempo. Proprio nella fatidica notte tra il 12 e il 13 novembre di quell'anno, sotto gli occhi del matematico americano D.Olmsted cascarono su Boston decine di migliaia di meteore che, per la provenienza prospettica dalla costellazione boreale del Leone, vennero chiamate per la prima volta con il nome di Leonidi.