L’EUROPA È TRANSALPINA

La mostra di Wilhelm Senoner di Ortisei durerà fino al 29 luglio
La mostra di Wilhelm Senoner di Ortisei durerà fino al 29 luglio
Nicoletta Martelletto 08.06.2018

Si compie domani pomeriggio a Schio un percorso durato quasi un lustro in cui nel 100° della grande Guerra si apre una nuova riflessione di pace. Alla presenza dell'Arciduca Markus in rappresentanza della Casa Asburgo-Lorena, e di Amedeo D'Aosta, in rappresentanza di casa Savoia, con esponenti delle forze armate austriache ed ungheresi, del generale Amedeo Sperotto e di varie associazioni culturali e rappresentanti d'arma, la Fondazione ViaAsburgo presieduta da Elena Filippi traccia un asse di relazioni europee moderne su un antico tracciato transalpino. Dottoressa Filippi, cosa tiene insieme le sue attività di storica dell’arte e storica delle idee, che hanno dato origine a questa associazione? Fin dai banchi del liceo mi sono appassionata alla via lungo la quale sono transitate le idee nell’asse nord-sud, a cavaliere delle Alpi, che costituiscono sì la cesura, ma al tempo stesso il tessuto connettivo più incredibile che articola il confronto fra popoli, mentalità, storie diverse nella nostra Europa centrale. Quanti elementi si incrociano lungo le vie delle Alpi? Dalla Romea strata, via antica e poi di pellegrinaggio, ora finalmente riportata alla ribalta dell’attenzione grazie a una sinergia fra Diocesi di Vicenza e Comune di Schio; ai viaggi di artisti, anzitutto quelli di Albrecht Dürer (1471-1528, ndr), uno dei massimi esponenti del Rinascimento nato a Norimberga, ma spiritualmente di casa in molte città tra cui Venezia, Vienna, Basilea. Proprio a lui e al suo dialogo con l’Antico e gli artisti italiani, alle discussioni entro la cerchia di umanisti intorno al Sacro Romano Imperatore Massimiliano I d’Asburgo, di cui nel 2019 ricorre il 500° anniversario della morte, dobbiamo un programma: l’idea di una translatio artium et sapientiae, vale a dire il trasferimento dell’eredità degli antichi e del loro pensiero al Nord, sotto la regia di questo sovrano e con la volontà di riformare l’intero sistema educativo. Di questo parlo anche nel mio ultimo libro”Inesauribile Melencolia. Chiavi e ricchezza del capolavoro düreriano”,uscito per Marsilio. Sulle via dei pellegrini e dei libri passarono però gli eserciti... La via che da Innsbruck porta verso Pian delle Fugazze e da qui o dal Cadore verso Venezia, fu anche quella solcata dagli eserciti, che misero in ginocchio per anni la Terraferma veneta: si pensi ai resoconti drammatici evocati dalle pagine di Luigi da Porto. L’associazione culturale “Fondazione Via Asburgo” con sede a Vicenza ha per statuto quale obiettivo prioritario ma non esclusivo, il promuovere eventi proprio per questo anniversario, per fare il punto sula visione di Europa al tempo Massimiliano I, le cui problematiche, in parte almeno, continuano ad essere molto attuali. A fine Ottocento, sulla scia del fortunato volume di Jacob Burckhardt, è il Nord a fare un dono al Sud: la storiografia artistica tedesca riscopre l’Italia. Fritz Burger, che ho tradotto e di cui curo il lascito documentario, scende con mezzi di fortuna a Vicenza e riscopre Palladio con occhi nuovi, girando per la campagna veneta, rovistando negli archivi privati e stringendo amicizia col giovane Giangiorgio Zorzi, gettando con ciò le basi per un lungo percorso che segnerà le sorti della critica italiana. Ricordo che Antonio Fogazzaro fece in modo di insignire lo stesso Burger del titolo di accademico olimpico nel 1910. C’è uno sviluppo odierno di queste relazioni di qua e di là delle Alpi? La prima guerra mondiale è l’ultima cosa che l’Europa sia riuscita in qualche misura ad “archiviare”. A un secolo di distanza, la via lungo la quale truppe straniere discesero per occupare il suolo italiano, non è solo quella della loro “ritirata” come vantava il proclama di Diaz: diventa coll programma delle celebrazione a Schio una vera e propria via di dialogo e di comprensione fra i popoli. Simbolicamente le due casate degli Asburgo e dei Savoia si stringeranno la mano a suggello di una storica riconciliazione. A questo si è giunti grazie a un delicato lavoro preparatorio di oltre cinque anni, dovuto alla tenacia di un’altra Associazione, più ampia della nostra, la “Fortemaso”. Quale è il ruolo della Fondazione Via Asburgo? Vuole andare oltre il momento simbolico, certo necessario. Ecco perché abbiamo corteggiato un artista che abita proprio “il luogo del transito”. Wilhelm Senoner, nato a Passo Gardena, attivo a Ortisei, è scultore di fama internazionale. Grazie a lui la Fondazione offre una mostra a Palazzo Fogazzaro di Schio, con un catalogo gratuito per tutti. •